La “casa” dei vigili del fuoco sorgerà dentro le Reggiane

Realizzato lo studio di pre-fattibilità per costruire il centro internazionale “Fire”. Sette capannoni ospiteranno il comando provinciale e i poli di addestramento

REGGIO EMILIA. Un polo di addestramento per formare personale preparato in caso di calamità naturali, la base operativa permanente per “Protezione civile europea” e, ovviamente, la sede del nuovo comando provinciale dei vigili del fuoco.

Nasce ufficialmente il progetto per creare, all’interno delle ex Officine Reggiane, un luogo di eccellenza dal nove evocativo: Fire, ovvero il “Centro internazionale di formazione e ricerca sulle emergenze”. Un’idea oggi concretizzata in uno studio di pre-fattibilità di cui si era già cominciato a parlare a metà maggio di due anni fa. Un sogno nel cassetto dell’allora comandante provinciale dei pompieri Salvatore Demma – oggi sostituito da Francesco Martino – che già all’inizio del suo mandato aveva iniziato a pensare a una nuova casa per i vigili del fuoco.


Lo studio, realizzato dalla società consortile “Sinergie” di Reggio Emilia insieme allo “Studio associato di Finelli e Teneggi”, prevede la realizzazione di quattro aree all’interno delle ex Reggiane: il Centro Fire per la formazione e l’addestramento sulle procedure di soccorso in ambito emergenziale, collocato nei Capannoni 9 e 10, il nuovo comando provinciale dei vigili del fuoco, nei capannoni 1, 22, 25, e nel piazzale antistante la base permanente “RescEu” (la “protezione civile della Ue”), e il campus con uffici e servizi ausiliari al centro e alla base nell’area dei capannoni 2 e 26.

Il progetto prevede quindi di riqualificare ben sette capannoni in un’area industriale dismessa come quella delle Officine, da decenni avvolta dal degrado e dalla tensione sociale. Tutto questo, nelle intenzioni degli enti e delle istituzioni promotrici del progetto, sarà possibile grazie alla realizzazione di un «ambiente innovativo che incentivi il trasferimento di conoscenze e tecnologie» tra i vari partner coinvolti: in questo modo il Fire contribuirà allo «sviluppo della cultura della prevenzione e di adeguate misure di sicurezza» per arginare il rischio di calamità naturali che l’Italia, e l’Emilia, hanno spesso dovuto affrontare.

Si stima infatti che, dal dopoguerra a oggi, siano stati spesi oltre 310 miliardi di euro per fare fronte a disastri naturali il cui impatto a livello umano ed economico sarebbe potuto essere inferiore se si fossero adottate le adeguate misure di prevenzione.

Ponendosi come “punto di raccolta” delle dotazioni e organizzazioni deputate alla gestione delle emergenze e all’erogazione di soccorso, il Fire si inserirà dunque in questo percorso proponendosi di diffondere a livello nazionale procedure integrate di formazione e creare sinergie tra i vari comandi interforze.

Le Reggiane, spiegano ancora i promotori, hanno infatti «le potenzialità per diventare un polo di sviluppo di competenze e di ricerca incentivando così l’attrattività del tessuto imprenditoriale del territorio nei confronti di imprese di livello nazionale e internazionale». Si prevede che, grazie alle sinergie attivate all’interno del Fire, vi saranno le condizioni ideali per la creazione di nuovi posti di lavoro, l’avvio di start-up e la contaminazione di conoscenze e innovazione tra le aziende e i centri di ricerca per promuovere la cultura della prevenzione in linea con i valori promossi dal Corpo dei vigili del fuoco. —


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