I 70 anni del Centro che forma i ragazzi

Ragazzi e insegnanti del Cfp di Guastalla

Guastalla, Cfp, la direttrice operativa Mori: «Attiviamo connessioni tra la forza lavoro e le aziende per giovani e adulti»

GUASTALLA. Settant’anni di offerta formativa che crea virtuosi ponti tra mondo dell’istruzione e del lavoro, per giovani e adulti della Bassa reggiana. Il Centro formazione professionale (Cfp) festeggia quest’anno un traguardo importante, proseguendo nella sua azione che unisce la dimensione scolastica a un ruolo sociale dal forte impatto nel territorio.

Situato all’interno del polo scolastico di Guastalla, al fianco degli istituti “Russell” e “Carrara”, il Cfp è un’istituzione che oggi si presenta come una società consortile, partecipata dagli 8 Comuni dell’Unione della Bassa reggiana, ma affonda le sue radici negli anni Cinquanta. È nato infatti nel 1951. All’epoca monsignor Luigi Bagnoli, su incarico del vescovo Zaffrani, fondò il Centro permanente di addestramento professionale “San Giuseppe” con lo scopo di aiutare i giovani ad imparare un mestiere per l’avviamento al lavoro, mediante corsi aperti sia ai ragazzi tra i 14 e i 18 che ai lavoratori disoccupati. I corsi erano di aggiustatore meccanico, tornitore, saldatore, motorista d’auto e altro, nonché per apprendisti e disoccupati, diurni e serali: un’azione fondamentale per creare figure che fossero protagoniste nello sviluppo industriale che andava profilandosi negli anni del boom economico.


Dal 1953, con l’approvazione ufficiale del ministero del Lavoro, la denominazione cambiò in Centro dell’istituto nazionale per l’istruzione e l’addestramento del settore artigiano. Negli anni le sedi e le denominazioni si sono succedute, la più rilevante delle quali prese il nome di “Cfp Lorenzini” presso l’ex ospedale militare di Luzzara, tra il 1979 e il 2001. Nel 1998 il nome mutò definitivamente in Cfp Bassa reggiana, ritornando tre anni più tardi a Guastalla, nell’odierna sede.

Oggi il centro «orienta i propri obiettivi in base alla programmazione europea, recepita dalla Regione Emilia-Romagna – spiega la direttrice operativa Stefania Mori – ogni programmazione, della durata di 6 anni, determina gli obiettivi prioritari e i conseguenti bandi, per poter organizzare l’offerta formativa». Prima della crisi del 2008 «vi erano diverse attività, dai corsi post diploma, agli stage all’estero e programmi di integrazione per le scuole superiori, informatica, materie professionalizzanti. In seguito alla crisi, finanziamenti e priorità sono andati mutando, indirizzando il focus principalmente verso cassa integrati, disoccupati, categorie di persone in condizioni di svantaggio». In questa direzione l’inserimento del Cfp nella Rete attiva per il lavoro, che ha permesso di acquisire una funzione di connessione tra forza lavoro e aziende, un tempo prerogativa dei soli centri per l’impiego.

L’approccio del Cfp è fortemente pratico, offrendo agli studenti le lezioni per la maggior parte in laboratorio, 350 ore di tirocinio presso le aziende il primo anno e 450 il secondo. L’importante funzione sociale, oltre che scolastica, si estrinseca nel contrastare l’abbandono scolastico, fornendo a chi trova difficoltà nel proseguire gli studi un’opportunità e una formazione che si declinano in una nuova prospettiva. Importante anche «la funzione educativa, offerta ai ragazzi dalle nostre operatrici, come le responsabili dell’area istruzione e formazione professionale sempre a disposizione dei ragazzi, non solo per l’apprendimento, ma anche per un accompagnamento alla crescita» commenta Mori assieme ad Elena Iemmi, componente dell’ufficio.

I corsi diurni principali per ragazzi tra i 15 e i 18 anni sono quelli per operatore macchine utensili e meccatronico per l’autoriparazione, ma l’elenco dei corsi, diurni e serali, e delle certificazioni che il Cfp offre è vasto e spesso in collaborazione con altri enti di formazione. Le pre-iscrizioni sono aperte fino al 6 febbraio. Per info: 0522 835217 - 835273.