Droga, l’informatico si pente e patteggia 1 anno e 4 mesi

La droga sequestrata dai carabinieri all'informatico

Casalgrande, sull’auto e nell’abitazione aveva un chilo e mezzo fra hascisc e marijuana. La difesa: «Non ha mai avuto problemi con la giustizia, ha capito l’errore fatto»

CASALGRANDE. Ha un lavoro – fa il tecnico informatico – e fino al 15 novembre scorso di problemi con la giustizia neanche l’ombra. Un 25enne a posto, insospettabile, incensurato. Eppure quel giorno i carabinieri l’hanno trovato in possesso di circa un chilo e mezzo fra hascisc e marijuana, da qui l’arresto. Da allora sono trascorsi due mesi e tante cose sono avvenute nella vita di questo giovane: subito in tribunale si era pentito, riconoscendo l’errore commesso d’improvvisarsi spacciatore, poi l’obbligo di dimora nel comune in cui risiede gli è stato revocato in dicembre, ieri la chiusura della vicenda giudiziaria.

In aula – al palazzo di giustizia di Reggio Emilia – lui non c’è, comunque è rappresentato dal suo difensore, cioè l’avvocato Simone Pellati che si è mosso in precedenza, concordando con la pm Piera Giannusa (titolare del fascicolo) un anno e quattro mesi di reclusione, con la sospensione condizionale della pena. Un patteggiamento accolto dal giudice Chiara Alberti. La droga sequestrata ora verrà distrutta. «Nell’entità della pena – spiega l’avvocato Pellati al termine dell’udienza – sono stati considerati diversi aspetti: il pentimento immediato del mio assistito, l’incensuratezza, il fatto che si tratti di droghe leggere. Si è parlato di traffico di stupefacenti, in realtà qui siamo alle prime armi da parte di una persona che ha capito di aver sbagliato».

Il controllo era scattato nel primo pomeriggio del 15 novembre scorso, quando una pattuglia dei carabinieri di Casalgrande notava in via Castello due auto ferme in un’area di sosta. I tre giovani subito identificati ammettevano di essersi ritrovati per fumarsi una canna. Il 25enne consegnava spontaneamente mezzo grammo di cocaina, nascosto nel portafoglio, e due barattolini contenenti complessivamente 4 grammi circa di marijuana. Sempre l’informatico faceva trovare nella sua auto 2 etti circa di marijuana mentre nella giacca aveva altri 7 grammi di marijuana e alcuni di hascisc, oltre alla somma di 690 euro. Le successive perquisizioni eseguite nelle rispettive abitazioni hanno portato poi al ritrovamento nella casa sempre del 25enne uno zaino di colore grigio, riposto nell’armadio, contenente una decina di panetti di hascisc del peso di circa un chilo e due etti di marijuana.

Sequestrati al giovane anche complessivamente 1.200 euro in contanti (ritenuti il frutto dell’attività di spaccio), materiale per il confezionamento e due bilancini di precisione.