Raccolti in un giorno 10 quintali di rifiuti: tra plastica e sigarette anche un sex toy

Reggio Emilia, i volontari, guidati da Stefano Ferrari, hanno pulito l’area dall’Ipercoop fino alla zona di verde pubblico ridotta a discarica 

REGGIO EMILIA. Hanno trovato e raccolto di tutto. Da un termoconvettore per uffici, a un sex toy. E poi: una grande quantità di reggiseni e perizomi sparsi a terra, un’autoradio, centinaia di bottigliette in plastica e pacchetti di sigarette e tantissime mascherine monouso. In una giornata di lavoro hanno raccolto e caricato su un camion una montagna di rifiuti di circa 10 quintali.

«È stata una giornata fruttuosa», scherza Stefano Ferrari, animatore e fondatore di una task force di una settantina di cittadini volontari che opera in tutta la provincia e interviene per pulire aree verdi, i bordi delle strade e dei percorsi ciclopedonali. Sabato scorso un gruppo i volontari guidati proprio da Stefano Ferrari ha scelto di intervenire sull’area vicina alla città a San Prospero Strinati.


Un’area che comprende il parcheggio dell’Ipercoop in via Morandi, un terreno su cui sorge uno stabile di pregio, attualmente disabitato, per arrivare fino ai laghi di Reggio. L’area comprende anche una parte di verde pubblico che è diventata nel tempo una discarica a cielo aperto. E come tale è intesa dai cittadini.

«Eravamo una quindicina di volontari – racconta Ferrari – comprese alcune famiglie con i bambini. Tutti dotati di pettorina, guanti, mascherine, pinze per recuperare in assoluta sicurezza tutti i rifiuti sparsi a terra. Ma la cosa che mi ha fatto più piacere è stata che mentre eravamo nel parcheggio si è avvicinato una persona che ci ha chiesto cosa stessimo facendo e poi si è unito a noi».

Non è stata una sorpresa per Stefano trovare una così grande quantità di rifiuti, perché non sono azioni di bonifica che avvengono a caso. «Prima di programmare le uscite – spiega – faccio normalmente dei sopralluoghi per individuare l’area su cui intervenire perché la mia intenzione non è solo quella di bonificare e raccogliere rifiuti abbandonati, ma di pulire e preparare il terreno per poi creare in accordo con il Comune delle micro aree verdi». Gran parte dei rifiuti raccolti a San Prospero Strinati sono finiti in discarica e nell’indifferenziata perché si tratta di materiale che essendo rimasto a lungo abbandonato alle intemperie non è recuperabile per il riciclo. «A fine raccolta selezioniamo ferro, lattine e vetro. La plastica e la carta che spesso sono molto sporche non possono essere inviati alla raccolta differenziata e finiscono in discarica in accordo con Iren. L’unica cosa che non viene raccolta ma segnalata ad Iren, è l’eternit che contiene amianto. Lo spirito del nostro gruppo – conclude Ferrari – non è quello di limitarsi a denunciare il degrado, ma di tirarsi su le maniche e fare la nostra parte. E funziona». —

Roberto Fontanili

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