Minori, Spadaro saluta il tribunale «Non si smarrisca il piano etico»

Il presidente lascia Bologna per il nuovo incarico a Trento Nell’addio un cenno all’inchiesta affidi: «Vicenda kafkiana»

REGGIO EMILIA. «L’auspicio con cui desidero congedarmi da voi è quello di non smarrire il piano etico e morale, che ci ha contraddistinto e che ci ha consentito di reggere anche l’impatto di una recente vicenda kafkiana, dal quale nessuno può ritenersi estraneo, anche se a partire dal rispettivo grado di responsabilità nei confronti del bene pubblico, in generale, e del bene supremo costituito dalle nuove generazioni». È con queste parole – riferendosi senza citarla all’inchiesta sui presunti affidi illeciti nella Val d’Enza – che Giuseppe Spadaro, ormai ex presidente del tribunale dei minori di Bologna da poco insediatosi a Trento con il medesimo incarico, si rivolge al presidente della Corte di Appello e al Procuratore generale di Bologna, in vista dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. Un saluto che Spadaro rivolge attraverso una lettera anche ad avvocati, ai colleghi degli uffici giudiziari minorili e ai collaboratori.

«Le porte del “nostro” Tribunale sono rimaste sempre – scrive – aperte e ciò che ho avuto modo di comprendere e sperimentare insieme a voi e di cui vi sarò sempre debitore, è quanto sia cruciale e sempre più composito il ruolo dell’attività giurisdizionale minorile, il diritto dei diritti del minore, citando Massimo Dogliotti, non solo nella sua funzione di regolazione, quanto in quella delicatissima di intersezione e di filtro, forse potremmo dire di mediazione, in particolare quando appare in crisi la funzione sociale imprescindibile di integrazione e razionalizzazione che il diritto deve sempre adempiere». Il magistrato lascerà dopo oltre sette anni il tribunale per i Minori di Bologna, dove era approdato nel 2013 dopo 23 anni di servizio in Calabria. Nella proposta della commissione incarichi direttivi del Consiglio al plenum viene definito «magistrato di grande esperienza, maturata prevalentemente nella materia penale, ma arricchitasi anche di profili civilistici connessi allo specifico settore minorile». Entrato nel suo ottavo anno di attività a Bologna, era arrivato al limite massimo per la temporaneità di cariche come quella di presidenti e procuratori.


Nel suo saluto ha parlato di «immensa gratitudine per l’apporto ricevuto da ciascuno di voi», sottolineando «l’impegno profuso dai colleghi e dai collaboratori amministrativi (con scopertura da ahimè record nazionale)» e a riguardo ha citato le considerazioni indirizzate al ministero dal presidente di Corte: «Tale carenza protratta per anni già segnalata a codesti uffici non ha causato un blocco totale delle attività solo per l'abnegazione e dedizione con la quale magistrati e personale hanno operato». Ha ringraziato infine gli avvocati per la comprensione «per le difficoltà oggettive e strutturali in cui versa l'ufficio Giudiziario minorile». Grazie a loro «è stato possibile esercitare la Giurisdizione minorile in questo Distretto». —

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