Un chihuahua avvelenato da un boccone in via Vezzani

I primi sintomi dopo un pomeriggio nel cortile di casa. Lucino ora lotta per la vita. L’amarezza e l’ansia dei proprietari. Il sindaco: «Fate attenzione e denunciate»

SAN MARTINO IN RIO. C’è una grande casa, con un ampio giardino e un terreno, in fondo a via Adolfo Vezzani, dove hanno trovato cibo e cure, ma soprattutto tanto affetto, cinque cani e quattro gatti.

La maggior parte di loro sono stati adottati da canili o gattili, alcuni semplicemente “trovatelli”. Nella villa dove abitano con Paola Dolfi e la sua famiglia, dopo tante disavventure e sofferenze, hanno trovato un luogo sicuro e pieno di amore dove vivere.


Ma sabato pomeriggio il dramma è piombato a distruggere la tranquillità ritrovata delle loro vite.

Lucino, chihuahua di tre anni, adottato da un canile di Napoli due anni fa, dopo qualche ora trascorsa dalla famiglia in cortile con lui e gli altri cani – Lapo, Lilly, Milo e Benni – è rientrato in casa e, intorno alle 17.20, ha cominciato a stare male. I primi segni di un avvelenamento, come raccontano Paola Dolfi e il figlio Mirko, che ha anche denunciato l’accaduto con un post su Facebook.

Il cane ha iniziato a sgranare gli occhi e a fare bava dalla bocca. La proprietaria non ha perso tempo. Si è rivolta subito a un veterinario: non trovando il suo, che ha l’ambulatorio a Modena, ha chiamato uno specialista del paese che ha prestato i primi soccorsi al piccolo animale, in grandissima sofferenza.

Nelle ore successive, poi, Lucino è stato trasferito in una clinica a Modena, e ancora ieri sera erano tutti in apprensione per lui. «C’è qualche piccolo segno di miglioramento. Ieri (sabato, ndr) la temperatura era scesa a 32.5, era in ipotermia – ha raccontato ieri pomeriggio Paola Dolfi, ancora estremamente preoccupata –. Oggi è risalita un po’, a 35.5. Non trema più, ma il cuore è ancora affaticato. Il veterinario mi sta aggiornando di ora in ora. Lo tengono sedato. È stato necessario continuare a somministrargli l’antidoto per tutta la notte. La prima dose è stato possibile dargliela solo intorno alle 19.30. Siamo dovuti andare a Modena per trovarla. Mio figlio è corso là. Abbiamo fatto di tutto per salvarlo». L’episodio ora sarà denunciato alle autorità competenti.

La famiglia, oltre ad essere in grande pensiero, è molto amareggiata. «Fino a un mese fa – racconta ancora Dolfi – lasciavo uscire i cani da soli in giardino. Poi un giorno mi sono accorta che uno di loro cercava di mangiare qualcosa. Sono corsa fuori. Aveva in bocca un osso con della carne: qualcuno lo aveva gettato in cortile. Gliel’ho subito tolto. Non è certo la prima volta che si sente parlare di cani avvelenati da bocconi lasciati da persone animate da chissà quali sentimenti di odio e invidia. Una cosa che non si riesce proprio a concepire. Sabato quindi eravamo tutti fuori con loro. Ma, purtroppo, non ci siamo accorti di nulla. Lucino è voracissimo. Ha avuto una vita difficile e ha patito la fame vera, deve averci messo un attimo a mangiarlo, come fa di solito con la pappa nella ciotola. Quando siamo rientrati, però, mi sono accorta subito che qualcosa non andava».

Via Vezzani è in una zona residenziale, è percorsa anche da una pista ciclabile. Molti dei residenti hanno animali domestici e vanno a passeggio nei paraggi con i loro cani al guinzaglio. Il post di Mirko su Facebook ha avuto l’effetto anche di avvisare tutti di fare attenzione.

La stessa cosa che chiede ora anche il sindaco Paolo Fuccio, lui stesso proprietario di due cagnolini, subito avvisato dell’accaduto: «Teniamo tutti gli occhi aperti. L’episodio di via Vezzani sarà denunciato. Collaboriamo perché non si ripetano più fatti simili». —

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