Ristorante aperto multe al titolare e a una decina di clienti

La polizia dell’Unione Colline Matildiche e i carabinieri della zona ha effettuato numerosi controlli sugli esercizi commerciali durante la protesta dei ristoratori

ALBINEA. Nella serata di venerdì 15 gennaio – quella in cui alcuni commercianti avevano annunciato, a livello nazionale, aperture serali nonostante quanto imposto dal Dcpm nell’ambito delle iniziative antivirus (nella foto i controlli all’enoteca-osteria Le Favole di Calerno) – la polizia dell’Unione Colline Matildiche e i carabinieri della zona ha effettuato numerosi controlli sugli esercizi commerciali. «Le numerose verifiche – spiega Lazzaro Fontana, comandante della polizia locale – erano mirate a contrastare l’iniziativa #IoApro1501».

Assieme alla polizia locale dell’Unione Colline Matildiche, hanno partecipato ai controlli anche i carabinieri di Quattro Castella e Albinea. Tantissime le attività passate sotto la lente d’ingrandimento degli uomini dell’Arma e della polizia, che hanno controllato 65 attività di ristorazione, tra bar, ristoranti e attività artigianali, e verificato gli ingressi esterni e interni dei locali.


A Vezzano sono state controllate 17 attività con servizi di ristorazione, di cui 14 chiuse e 3 attive con il solo servizio di asporto. Queste attività commerciali sono risultate regolari.

A Quattro Castella sono state sottoposte a controlli 28 attività con servizi di ristorazione, si cui 20 trovate chiuse e 8 attive con il solo servizio di asporto. Anche in questo caso non sono state riscontrate irregolarità.

Ad Albinea sono state controllate 19 attività commerciali, di cui 15 chiuse e 3 con il solo servizio di asporto. Un ristorante aveva all’interno del locale una decina di clienti intenti a consumare, quindi non in regola con le regole del Dpcm. In questo caso sono state inflitte le sanzioni amministrative – appunto una decina – al titolare del locale e ai clienti.

Sempre all’esterno del ristorante di Albinea c’erano, in attesa, sette persone non residenti nel Comune per le quali sono in corso gli accertamenti per verificare la loro posizione (essendo in zona arancione, gli spostamenti tra i Comuni sono consentiti solo per determinate motivazioni).

«Gli accertamenti – spiega il comandante della polizia locale, Lazzaro Fontana – quasi sicuramente si concluderanno con una sanzione amministrativa pecuniaria tra un minimo di 400 e un massimo di 1.000 euro a persona. Invece il titolare del ristorante rischia la chiusura dell’attività, con una specifica ordinanza, fino a 30 giorni». —


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