«Le multe? Io non mi arrendo. Ho prenotazioni al completo»

Copellini, titolare dell’enosteria “Le Favole”, ora è l’alfiere di #ioapro1501. «Clienti e fornitori sono con me. Dovranno arrestarmi per farmi chiudere»

SANT'ILARIO. «Io non mi arrendo, continuo a oltranza. L’ho detto ai carabinieri: per farmi chiudere dovete arrestarmi».

Paolo Copellini, il titolare dell’enosteria caffetteria “Le Favole” di Calerno, commenta così la maxi-multa che gli è stata inflitta per aver tenuto aperto il locale servendo in presenza fino all’orario del coprifuoco, le 22, anziché fino alle 18.


L’esercente, che aveva ampiamente annunciato la sua “protesta pacifica”, è diventato un volto di punta della campagna nazionale partita dal web #ioapro1501 (seguita dai ristoratori che, a partire dal 15 gennaio, terranno aperto infrangendo le disposizioni del decreto anti-Covid), campagna che nel Reggiano ha avuto scarsissime adesioni.

Puntuali, poco prima delle 20, quando sono arrivati i primi tre clienti che avevano prenotato uno dei cinque tavoli per la cena, si sono presentati carabinieri e polizia municipale. Il titolare è evasivo sull’entità della multa, che per legge è pari a 400 euro per l’esercente e per ciascun cliente.

«Gli agenti hanno preso i dati e la carta di identità miei e degli avventori, ma non hanno verbalizzato come mi aspettavo: mi hanno detto che la notifica arriverà a domicilio», ha affermato Paolo Copellini, che in realtà si è appartato per un breve dialogo con il maresciallo.

Stesso copione per i clienti, che «sono consapevoli, quando prenotano li avviso subito. Eppure sono stati molto solidali. Addirittura, due giovani di Sant’Ilario che erano fuori a fumare sono stati fermati e multati nel parcheggio, prima ancora di entrare; però loro hanno voluto cenare ugualmente».

Ieri il locale era regolarmente aperto, nonostante la legge, in caso di infrazione delle misure anti-Covid, preveda la sospensione immediata della licenza per cinque giorni. «I carabinieri volevano farmi chiudere: mi sono opposto e ho tenuto aperto. Sia chiaro: non ce l’ho con le forze dell’ordine; gli agenti sono stati gentili ed educati. Ci tengo a sottolineare che loro stanno facendo il loro lavoro, e io cerco di fare il mio; nel mio locale saranno sempre ben accetti. Però io tiro dritto, sono al completo per i prossimi giorni».

Infatti la visita dei militari si è conclusa con un «ci rivedremo presto». Dopo il passaggio delle forze dell’ordine, Copellini ha raccontato che «due ragazze clienti, finito il servizio, sono rimaste qui a pulire insieme a me e a lavare piatti e bicchieri. Vorrei ringraziarle, sono state fantastiche: un bel gesto. È stata una bella serata, peccato che alle 21.45 ho dovuto salutare tutti».

L’iniziativa dell’oste ha sollevato un dibattito sui social: se il video di Copellini è diventato virale, in tanti hanno preso le distanze, mentre una commerciante di Sant’Ilario ha indetto una colletta solidale. «Non sapevo della colletta, mi fa piacere. In questi giorni ho deciso di non guardare Internet perché sono assaltato da messaggi pro e contro. Sto ricevendo tanta solidarietà dalla gente, che ha compreso lo spirito della protesta. Ci sono persone che si fermano al locale solo per darmi una pacca sulla spalla. Proprio ora il fornitore del caffè (Alberto Nironi della Torrcaffè di Barco di Bibbiano) si è offerto di pagarmi le bollette: anche i fornitori sono messi malissimo». —

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