«Soldi e tutele a tutta la filiera per dare più valore al Parmigiano»

I 310 caseifici soci votano il via libera per offrire contributi Bertinelli: «Allargheremo il raggio d’azione del consorzio»

Enrico Lorenzo Tidona

Reggio emilia. «Aiuteremo l’intera filiera per salvaguardare e sostenere al meglio il nostro Parmigiano Reggiano». È il punto segnato in assemblea e annunciato direttamente da Nicola Bertinelli, presidente del consorzio del Parmigiano Reggiano, ente che col nuovo anno inizia un nuovo corso.


L’idea dei vertici – già passata al vaglio dei soci – è di diventare una struttura casa che si prende cura non solo dei soci e del prodotto, ma anche di tutti i soggetti attorno a quell’ecosistema e che aiutano a renderlo unico al mondo. I caseifici che fanno parte del Consorzio si aprono quindi alla collaborazione con tutta la filiera del Parmigiano Reggiano.

«Per noi si tratta di una piccola rivoluzione che allarga il nostro impegno cercando di rendere ancora più sinergico lo sforzo di tutti gli attori che permettono non solo la produzione ma anche la commercializzazione del formaggio più buono del mondo» racconta Bertinelli.

«Partiamo, nel concreto, con un primo aiuto agli allevatori delle mucche che producono il latte utilizzato dai nostri caseifici soci. Partiamo proprio dagli animali. Il 15 dicembre scorso, in assemblea, abbiamo deciso di investire nei prossimi tre anni 10 milioni di euro per migliorare il benessere animale nelle nostre stalle. Ma si tratta solo di un primo passo. Da quest’anno, infatti, lavoriamo per coordinare la filiera delle aziende agricole, dei caseifici, delle catene distributive con un unico pensiero: la valorizzazione del Parmigiano Reggiano nel mondo. Mettiamo insieme uno sforzo economico e strategico dei nostri 310 caseifici verso i 2.520 produttori di latte, i 12 grandi commercianti e le 10 grandi catene distributive».

Il primo atto concreto di aiuto anche ai non soci è quindi la contribuzione – tramite un bando interno – dedicato alle stalle per aumentare il benessere delle mucche. «Si tratta di un punto importante per noi e di una delle nuove sensibilità dei cittadini e dei consumatori. Per noi è fondamentale il valore del rispetto degli animali negli allevamenti del Parmigiano Reggiano. Qui parliamo in pratica dei produttori di formaggio che decidono di mettere a disposizione denari e competenze per permettere agli allevamenti di compiere un ulteriore passo in avanti su queste tematiche».

L’allargamento dell’influenza e dell’intervento del Consorzio anche fuori dalla cerchia dei 310 caseifici associati, rappresenta una «rivoluzione copernicana», ribadisce Bertinelli, che la prossima primavera cercherà la rielezione, sapendo che il mondo della cooperazione sta cercando anche eventuali cambi in sella, muovendo su candidati come l’ex assessore regionale all’Agricoltura Simona Caselli.

«Al momento non è possibile per legge, ma il consorzio nei fatti diventa da ente di produttori di formaggio a consorzio della filiera – sottolinea Bertinelli – Chi fa latte, chi fa formaggio, chi lo compra, anche la distribuzione quindi i retailer che nell’ultimo metro devono trasferire ai cittadini tutto il valore del Parmigiano Reggiano, devono essere coinvolti e seguiti. L’obiettivo non solo è produrre un formaggio buono nel sapore e nei valori, ma anche trasferire questa qualità lungo tutti gli anelli. Dal punto di vista formale rimaniamo un consorzio di produttori di formaggio ma dal punto di vista sostanziale investiremo soldi su tutti i player della filiera». —

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