Aveva dato da rottamare la vecchia auto ma arriva il sollecito del bollo, denunciati due falsi autodemolitori

Il sospetto dei carabinieri è che ci sia un giro di compravendite illecite di auto e moto, aumentano le segnalazioni di multe ricevute da ignari automobilisti

REGGIO EMILIA. Un 60enne, dovendo acquistare un’auto nuova e demolire il sua, si è rivolto a quello che credeva un regolare autodemolitore, poi invece risultato cessato per fallimento, consegnando l’auto per essere demolita e ricevendo la relativa documentazione. 
 
Quest’ultimo, con l’aiuto di un complice, tutto ha fatto tranne che demolire l’auto. Ora lui, un 49enne di Scandiano, e l’amico, un 50enne romeno residente a Reggio, sono stati denunciati dai carabinieri per truffa in concorso e sono sospettato di far parte di una vera e propria organizzazione dedita alle false rottamazioni al fine di rivendere al mercato nero auto e moto. Questo anche in seguito alle numerose segnalazioni arrivate da automobilisti truffati.
 
Il 60enne si è accorto del raggiuro tempo dopo, quando ha cominciato a ricevere i solleciti di pagamento con mora dei bolli auto. Una situazione, segnalano i carabinieri, capitata già a diversi automobilisti.
 
Il falso demolitore, infatti, non aveva provveduto a cancellare l’auto dal Pubblico registro, cosa che serve tra l’altro a sospendere il pagamento del bollo auto. Ma si era fatto pagare il dovuto per la spesa dell’annotazione della radiazione al Pra ed era sparito senza provvedere a quanto era necessario. L’auto che il 60enne credeva di avere demolito aveva invece continuato a circolare in modo illecito. Dove sia ora è ancora un mistero. Ma è certo che i carabinieri, ai quali poi il 60enne si è rivolto, cercheranno di chiarire. Al lavoro per le indagini sono i militari dell’Arma di via Adua. 
 
In prima battuta però i carabinieri della stazione di Reggio Emilia Santa Croce hanno individuato i responsabili del raggiro e li hanno denunciati. Si tratta di una denuncia che segue altre contestate nel recente passato ai due. 
 
Da qui l’ipotesi dei carabinieri di via Adua che dietro le false rottamazioni compiute dai due possa esservi un giro illecito sulla compravendita di moto e auto usate destinate alla rottamazione e non demolite. Non a caso sono sempre più crescenti le lamentele da parte degli automobilisti che hanno consegnato il proprio mezzo a sedicenti autodemolitori e che poi, a distanza di qualche mese, hanno visto recapitarsi a casa multe o, in alcuni casi, addirittura le targhe della propria auto.