Dal cantiere per il “Teatro dello sport” spunta un’abitazione di epoca romana

Il sindaco Zanni: «Niente stop ai lavori. Reperti importanti, abbiamo chiesto alla Soprintendenza di metterli in mostra qui»

CASTELLARANO. I lavori per la costruzione del “Teatro dello sport” di Castellarano hanno portato alla luce un pezzo di storia antica del Comune ceramico. Per il sindaco di Castellarano, si tratta di una scoperta molto interessante.

«In un’area del cantiere dove è in costruzione il Teatro dello sport – spiega Giorgio Zanni – sono emersi alcuni reperti di origine romana particolarmente interessanti per la nostro storia passata».


Il cantiere è stato fermato?

«No, i lavori stanno continuando perché l’area interessata riguarda solamente un quarto della superficie del cantiere. Dove sono emersi i reperti, la Soprintendenza alle belle arti, assieme agli archeologi incaricati, stanno finendo proprio in questi giorni di ultimare gli scavi per portare alla luce tutto quello che può avere un interesse storico e archeologico».

I reperti finiranno al museo di Reggio Emilia, come nel caso delle tombe longobarde e della domus romana di Gambarata?

«No. Pur rimanendo per legge di proprietà dello Stato, abbiamo subito chiesto alla Soprintendenza di poterli “adottare”. In questo modo potremo valorizzarli con una serie di iniziative, mostre e percorsi dedicati alle scuole e alla cittadinanza. Le stiamo già organizzando per quando la pandemia ci consentirà di ripartire anche con le iniziative pubbliche. Anche per questa ragione abbiamo da subito ampiamente e attivamente collaborato con la Soprintendenza, finanziando l’intervento della squadra di archeologi che ha lavorato e riportato alla luce una serie di oggetti certamente molto interessanti che serviranno a ricostruire la nostra storia passata».

Un esempio di ciò che farete?

«Nel prossimo futuro abbiamo intenzione di realizzare una serie di percorsi storici che coinvolgeranno gli studenti e gli insegnanti sulla storia di Castellarano all’epoca romana. Stiamo già studiando di realizzare una mostra con i pezzi, le ricostruzioni (foto, video e 3D) con immagini che abbiamo già realizzato tramite drone proprio per ricostruire e raccontare come sono stati trovati e recuperati i reperti e, naturalmente, che cosa rappresentavano per l’epoca».

Si può dire che è stata trovata una domus romana?

«La Soprintendenza ha riscontrato che le parti murarie trovate sono poche e molto danneggiate, quindi non possono essere recuperate per un utilizzo turistico. Diversa è invece la questione dei reperti: siamo fortemente convinti possano rappresentare, per Castellarano, un grande valore storico-artistico, che testimonia una volta ancora l’importanza del nostro passato. Tutto ciò ci consentirà di aumentare ancor più il nostro patrimonio e la nostra attrattività artistico-culturale anche in chiave turistica, da valorizzare grazie ad una buona organizzazione».

Che cosa accadrà alle opere murarie emerse dal profondo del passato?

«Terminati tra pochi giorni i lavori di ricerca e catalogazione della Soprintendenza, verranno adeguatamente ricoperte e in questo modo rimarranno in sicurezza per il futuro». —


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