Reggio Emilia, cittadini si prenotano senza diritto al vaccino Covid: l’Ausl blocca il link

Il direttore generale Marchesi: «Siamo amareggiati. Ora si torna al registro cartaceo rallentando la campagna» 

REGGIO EMILIA. Continua senza sosta la campagna vaccinale, ma non senza problemi. Mercoledì mattina alle 7.50, infatti, è stato bloccato dall’Ausl di Reggio Emilia il link utile per accedere al portale di prenotazione per la somministrazione di PfizerBiontech.

La direzione si è accorta, in tempi brevi, della rapida circolazione dell’indirizzo tra le chat Whatsapp e i gruppi Facebook, permettendo in questo modo l’iscrizione di persone non autorizzate alla somministrazione per questa prima fase.

«Fortunatamente si tratta di poche unità – dichiara Cristina Marchesi, direttore generale dell’Ausl reggiana – Ora, però, siamo costretti a ricorrere ai vecchi metodi, attraverso elenchi dettagliati, rallentando così le operazioni. Questa violazione ci ha molto amareggiati, perché la vaccinazione è una risorsa preziosa che non va sprecata. Non abbiamo sporto denuncia perché vaccinarsi è un diritto di tutti, certo l’episodio ci vede costretti a effettuare controlli più rigidi. Controlli che riguardano anche i volontari delle varie associazioni e altro personale. Abbiamo dovuto, infatti, negare la somministrazione per il momento a coloro che non lavorano in contesti di emergenza o che comunque non hanno a che fare da tempo con il mondo sanitario».


Le procedure spiegate dalla dottoressa Marchesi si basano anche sull’andamento epidemiologico del virus che vede la nostra provincia tra quelle più colpite in regione. «Non dobbiamo abbassare la guardia – continua Marchesi – nell’ultima settimana i nuovi positivi giornalieri non hanno mai superato la soglia dei 300, ma in ogni caso si registrano dai 150 ai 240 pazienti Covid al giorno. I contagi sono figli delle festività natalizie, delle cene e delle feste tra parenti e tra amici, e anche alle messe. Non si registra, perciò, un unico grande focolaio che influenza la curva. La buona notizia è che da alcune settimane i pazienti con sintomi sono meno della metà del totale, mercoledì erano il 35%. Chiediamo sempre ai cittadini di rispettare le regole e ricordiamo che il vaccino non è la soluzione ma un’arma in più. Dobbiamo agire e non fare inutili polemiche su chi debba essere vaccinato prima e chi dopo. Da domenica inizieremo con la somministrazione delle seconde dosi».

I numeri, come ogni settimana, sono stati forniti dal dottor Giorgio Mazzi, direttore del presidio ospedaliero: «La percentuale di coloro che hanno effettuato il tampone per la prima volta si sta riducendo, dal 20%, con punte anche del 30%, a un 15%. Il tasso di positivi e di incidenza ogni mille abitanti rimane sopra la media regionale, ciò vuol dire che il virus è stabilmente presente e sta circolando. Per quanto concerne gli accessi in pronto soccorso, nell’ultima settimana sul totale si sono registrati circa 25-30 pazienti con Covid, passando dall’11% al 9%. Dato incoraggiante vista la rapida impennata dei giorni scorsi». Proprio a causa di questa impennata sono stati nuovamente riconvertiti a reparti Covid dieci posti letto in medicina cardiovascolare a Reggio Emilia e altri otto in medicina interna a Guastalla.

«Il numero degli ospedalizzati rimane stabile su tutto il presidio ospedaliero – conclude Mazzi – Le terapie intensive contano quattro posti letto occupati su dieci (due pazienti positivi e due no) nell’ospedale della Bassa; a Reggio, su 28 posti letto, 14 ospitano persone positive al Covid e sette per altre patologie. Le degenze ordinarie sono sotto controllo, pur avvertendo pressione, mentre diversa è la situazione per le terapie semi-intensive. A causa di un decorso lento dei casi clinici, si conta una permanenza maggiore dei pazienti». Per quanto riguarda le attività territoriali, dallo scorso 10 gennaio si è verificata una diminuzione di lavoro delle Usca (Unità speciali di continuità assistenziale) e anche negli ambu-Covid. Le prime hanno effettuato 590 visite settimanali e ora si può contare su 28 medici di secondo livello Usca, sui 50 iscritti al corso di formazione, che possono effettuare le ecografie e le diagnosi a domicilio così da contenere gli accessi in pronto soccorso; l’Ausl ha inoltre aggiunto che il servizio avanzato è ora disponibile su tutto il territorio. Rimangono, però, ancora piene le Cra Covid, a causa della complessità nel trattamento dei pazienti di età avanzata, e allo stesso tempo sono in calo i pazienti ricoverati nelle strutture extra ospedaliere.