Persone scomparse, Sergio Incerti sparito da due anni e i sei “cold case” del 19 aprile 1979

REGGIO EMILIA. Fra poco più di due mesi saranno due anni esatti da quando, quella mattina del 29 marzo 2019, il reggiano Sergio Incerti uscì di casa per non farvi mai ritorno. All’epoca 79enne, e gravato da problemi di amnesia, l’anziano era montato in sella a una bicicletta da donna bianca con cestino bianco e con indosso un paio di pantaloni blu, una giacca senza maniche dello stesso colore e un cappello di lana grigio.

L’ultimo posto dove fu visto era in zona Canalina, in via Gandhi, ed è proprio da lì che partirono le ricerche dell’uomo, padre di un vigile del fuoco reggiano, Luca. Per trovare Sergio si mobilitò un vero e proprio esercito. Un’ottantina di persone fra pompieri, polizia, volontari, Municipale, protezione civile e carabinieri.


In volo si alzò anche l’elicottero dei vigili del fuoco di Bologna, che sorvolò le zone del Crostolo, Albinea e Puianello mentre i militari dell’Arma misero a disposizione uno dei loro cani molecolari, animali addestrati per fare parte di un’unità cinofila ad hoc che si occupa di casi speciali e in grado di riconoscere le tracce di una particolare persona anche dopo molto tempo che è passata. Le ricerche durarono per giorni, venne lanciato un appello anche al noto programma di Rai3 “Chi l’ha visto?” e si cominciò a cercare anche in Val d’Enza, ma senza risultati. Gli ultimi occhi che con certezza hanno visto l’anziano sono quelli di una telecamera esterna a un bar di via Teggi, sempre il 29 marzo: l’uomo stava pedalando in direzione di Cavriago.

Quello di Incerti è uno dei pochissimi casi recenti di persone scomparse e mai ritrovate, né vive né morte.

Assieme a lui si conta solo Quinto Pappani: era il 25 agosto del 2008 e l’allora 78enne scompare da Roncaglio di Canossa. Indossava un gilet verde militare, una camicia azzurra, un paio di jeans e di mocassini neri. L’anziano, ex bigliettaio dell’Atc e molto conosciuto e stimato in paese, uscì di casa a piedi. Poi la moglie non vedendolo rientrare diede l’allarme ma le ricerche si rivelarono vane: non venne mai più ritrovato.

Accanto a Incerti e Pappani, però, vi sono altri otto casi che sono classificati come dei veri e propri misteri reggiani. Persone sparite decenni fa e che, se ritrovate oggi, sarebbero quasi tutte centenarie.

Il primo mistero coinvolge sei degli otto protagonisti, scomparsi tutti lo stesso giorno: il 19 aprile del 1979. A far perdere le loro tracce, sparendo da amici e famigliari, furono Livio Magnani (nato nel 1916) le sorelle Edies e Maria Fervorari (del 1920 e del 1923), Agostino Debbi (del 1919), Giufrida Sanna (del 1929) e Luigi Zito (del 1914).

Disperso nel 1989 invece Ugo Milani (classe 1920), mentre nel 1995 sparì senza lasciare tracce William Bonacini (del 1925). Di nessuno di loro, nonostante le ricerche, si seppe mai più nulla. Ma la Prefettura, dopo tutti questi anni, ancora non si è arresa ed è in corso da tempo una complessa analisi comparata con le anagrafi di tutti i Comuni italiani. Nella speranza di trovare, almeno, un certificato di morte a testimonianza di fughe per amore o per rifarsi una vita lontano da casa.