«È la più grande opera dal dopoguerra a oggi»

Le parole del sindaco Vecchi e dell’assessore Bonvicini «Se non otterremo i finanziamenti ora, proveremo ancora»

reggio emilia. Quando «ci si candida per organizzare le Olimpiadi può essere che non ce la fai al primo colpo. Se ad aprile non otteniamo il finanziamento dal ministero insisteremo, non accantoneremo il progetto». È un sindaco Luca Vecchi che non vuole creare false illusioni, ma nemmeno vendere dell’aria, quello che ieri mattina ha presentato il progetto per la prima tranvia cittadina. Il sindaco di Reggio Emilia, affiancato dall’assessore alle Politiche per la sostenibilità, Carlotta Bonvicini, e da David Zilioli, dirigente del servizio Progettazione, lo ha premesso subito: la realizzazione del progetto è sì legata ai fondi statali ma «non è una suggestione, è un’idea strutturata anche se non è questo il momento della discussione sui dettagli. Dobbiamo cogliere il fatto che stiamo consegnando alla città una sfida di portata storica che so esser destinata a far discutere ma in cui crediamo».

Un’opera che, «come già è accaduto per la stazione Mediopadana che ha riposizionato Reggio in Italia e in Europa – prosegue Vecchi – è destinata a cambiare la città e a incidere sulla mobilità nord-sud sul piano funzionale. Quest’ultimo è per noi il grande tema che dobbiamo affrontare e rispetto al quale ora interveniamo con la più importante e innovativa proposta avanzata da dopoguerra. La redazione del progetto tranvia rappresenta un atto di serietà rispetto agli impegni presi in campagna elettorale: oggi, dopo poco più di un anno, presentiamo il frutto di un lavoro complesso che non costituisce tanto una suggestione quanto un progetto strutturato e sul quale il ministero si pronuncerà già in primavera».


L’obiettivo, ha spiegato poi Bonvicini, è «portare fino al 25 per cento delle persone a scegliere il trasporto pubblico per gli spostamenti quotidiani. Il tram è un mezzo efficiente ed efficace, economicamente competitivo, che garantisce sicurezza e comfort ai suoi utilizzatori, non inquina, è silenzioso e garantisce una maggiore accessibilità rispetto ad altri mezzi».

Un primo passo «per rinnovare il sistema del trasporto pubblico locale e ripensare le infrastrutture esistenti come parte di una rete basata su un concetto nuovo di mobilità che, se questo progetto verrà avallato, ci darà anche l’occasione per iniziare una vera opera di rilancio e riconversione delle ferrovie locali in una logica di interconnessione e interscambio».

Il Covid infatti, conclude l’assessore alle Politiche per la sostenibilità, «ha messo in evidenza l’importanza di un trasporto pubblico funzionale non soltanto rispetto al sistema scolastico ma per la quotidianità di tutti. Una scelta ecologica, sostenibile e, in un’ultima istanza, una reale alternativa concreta ai mezzi privati che merita visione e coraggio: questo è il momento di rilanciare la tranvia anche in città di medie dimensioni come la nostra e, come amministrazione comunale, ne siamo fortemente convinti». —

L. G.

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