È ancora caccia a otto latitanti sfuggiti al blitz

REGGIO EMILIA. Sono otto le persone riuscite a sfuggire alla cattura: all’alba di ieri i latitanti che mancavano all’appello erano undici, ma con il passare delle ore il numero dei pesci ripescati è man mano aumentato. Tra le persone che, finora, sono riuscite a farla franca figura l’unica donna presente nell’elenco delle 29 persone raggiunte da misura cautelare: si tratta di una lituana, con precedenti per spaccio, residente a Reggio e tuttora ricercata.

Erano in concorrenza tra di loro le due associazioni a delinquere di albanesi, con corsie preferenziali per il rifornimento di droga all’estero. Tanto che, dalle scarne intercettazioni captate dalla polizia, pare che si contendessero il gruppo dei magrebini, ottimi acquirenti.


«Paga dopo la consegna», raccomandavano a sottoposti e corrieri, che spesso non si conoscevano tra loro. Nell’ultimo periodo però ad avere la meglio tra i due gruppi era quello “locale”, con referente a Modena e flusso dall’Olanda, per il semplice motivo che riuscivano ad assicurare cocaina di elevata qualità al prezzo migliore: 29mila euro al chilo, davvero economico se si pensa che all’estero viaggia sui 36-38mila euro. I rivali della medesima etnìa, invece, dipendevano da un capo di stanza direttamente in Albania e si erano specializzati in importazione di massicce quantità di marijuana.

Il boss 39enne è stato arrestato mesi fa, su mandato della Dda di Bologna, non appena ha varcato la frontiera italiana, dove doveva condurre delle trattative di persona. Al boss – all’epoca accusato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e ora raggiunto nel carcere di Belluno dalle nuove imputazioni – gli inquirenti sono arrivati seguendo il corriere arrestato a luglio sulla A1 con 32 chili di marijuana del valore di 80mila euro: la droga era nel baule della Fiat Bravo guidata da un 45enne incensurato, diretto verso sud, fermato dalla Polstrada sull’A1 all’altezza dell’area di servizio Secchia Ovest. Nella macchina con il corriere c’erano la figlia di 15 anni e il fidanzatino di 17 anni; quest’ultimo, sul sedile posteriore, era appoggiato a uno dei tre sacconi neri pieni di marijuana che i poliziotti hanno trovato aprendo il baule. —

Am.P.

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