Reggio Emilia, maxi retata della polizia contro tre organizzazioni di trafficanti di droga

Gli agenti della Mobile e della Dda di Bologna stanno eseguendo 29 misure cautelari. I gruppi, albenesi e marocchini, erano specializzati nel traffico di cocaina e marijuana

REGGIO EMILIA.  La Squadra Mobile della questura di Reggio Emilia, supportata dal servizio centrale operativo della Direzione centrale anticrimine e dalle Mobili di Bologna, Cremona, Firenze, Forlì, Mantova, Modena, Parma e Torino, dalle prime ore della notte sta dando esecuzione a 20 misure cautelari emesse dal Gip del Tribunale di Bologna e 9 misure cautelari emesse dal Gip del Tribunale di Reggio Emilia,

La retata nasce da un’indagine avviata nel 2017 a Reggio e coordinata dalla Procura reggiana e dal pm Giacomo Forte, che ha  consentito di scoprire un vasto traffico di cocaina e marijuana.

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Le indagini avevano consentito di ipotizzare l’esistenza di un’associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacente e attiva per lo più tra Modena e Reggio. Il filone relativo alle accuse di associazione criminale sono quindi state passate, per competenza, alla Dda di Bologna e al dottor Roberto Ceroni mentre gli inquirenti reggiani hanno proseguito il lavoro per gli altri reati.

Grazie al lavoro congiunto di Dda e Mobile gli agenti sono riusciti a scoprire ben tre associazioni a delinquere (due composte da cittadini albanesi e una da cittadini marocchini) specializzate nl traffico, anche internazionale, di ingenti quantitativi di cocaina.

La droga veniva trasportata attraverso auto e mezzi muniti di doppi fondi, ricavati artigianalmente e abilmente nascosti ai controlli. Importante anche l'uso di telecamere, opportunamente installate dagli investigatori, che hanno permesso di riprendere la consegna dello stupefacente.

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Dal 2017, nel corso dell’operazione, la polizia di Stato ha arrestato complessivamente 102 persone sequestrando 301 chili di hascisc, 24,7 chili di cocaina, 2,1 chili di eroina, 31 chili di marijuana, quattro pistole detenute illegalmente, 192mila euro in contanti e sette auto munite di doppio fondo segreto.

Tre di queste sono già state assegnate alla Mobile di Reggio come auto in borghese da utilizzare per il servizio di contrasto al traffico di sostanza stupefacente.

Il procuratore distrettuale di Bologna, Giuseppe Amato, ha sottolineato l'importanza del coordinamento della Dda con quelle di Reggio e Modena, frutto non solo della disponibilità personale dei magistrati ma anche del protocollo operativo in essere che consente un ottimo contrasto dei fenomeni di criminalità organizzata in regione.

Amato e il procuratore di Reggio Emilia, Marco Mescolini, hanno poi fatto i complimenti nei confronti delle diverse articolazioni della polizia di Stato "per l’impegno, il sacrificio, la sapienta capacità di investigazione e di controllo del territorio. Il risultato concreto è una risposta concreta alla richiesta di sicurezza della collettività, turbata dal commercio illecito delle sostanze stupefacenti in centri metropolitani importanti, e non solo. Nonostante il periodo emergenziale, questa richiesta di sicurezza non è rimasta inascoltata, anche se molto resta  da fare".