È il momento di essere responsabili

L'editoriale del direttore della Gazzetta di Reggio, Giacomo Bedeschi

REGGIO EMILIA. Cristina Marchesi, direttrice generale dell’Ausl di Reggio Emilia, venerdì è stata chiara: se il vaccino lo avessimo avuto un anno fa, oggi tanti colleghi (e non solo loro) sarebbero ancora vivi. Già. E adesso che il farmaco più atteso dai tempi della penicillina è finalmente sul mercato, nella civilissima Reggio Emilia, che dovrebbe avere anticorpi a sufficienza per contrastare timori parascientifici e derive no vax, il 35% di medici, infermieri e operatori socio sanitari ancora non ha aderito alla campagna vaccinale. Insomma, non si sono messi in fila per la puntura tanto attesa da milioni di italiani.

Sono gli stessi (per fortuna non tutti) che da più di dieci mesi schivano più di altri il potenziale contagio e dovrebbero averne ben chiaro il pericolo.

Così facendo rischiano innanzitutto di vanificare la battaglia che loro stessi stanno combattendo in prima linea. Oggi nell'edizione cartacea della Gazzetta di Reggio pubblichiamo una lettera di Giovanni Fard, il fratello di Filippo, medico reggiano morto a 63 anni per il Covid.

È un ringraziamento a tutti i professionisti della sanità che lo hanno assistito nella malattia ma, più in generale, a una intera categoria impegnata in questa drammatica lotta alla pandemia alla quale pochi giorni fa la città di Reggio Emilia ha reso omaggio donando il Tricolore. Ci auguriamo che questa lettera la legga anche quel 35% che manca all’appello. E corra a mettersi in lista.