«Ho portato nel cuore ogni persona incontrata» L’ultimo saluto a don Ideo

Il testamento spirituale del sacerdote letto dal vescovo durante il funerale  del parroco di Villarotta morto il giorno dell’Epifania a 86 anni

LUZZARA. «Desidero che il mio funerale diventi una Pasqua per tutti. Anche le campane. Soprattutto con la confessione». Così ha scritto nel suo testamento spirituale, don Ideo Iori, 86 anni, spentosi il giorno dell'Epifania nella Casa del clero “San Giuseppe” di Montecchio, per 32 anni parroco di Villarotta e che nel 2001 ha fatto nascere l'oratorio di San Girolamo di Guastalla.

Ieri, nella chiesa “San Rocco Confessore” di Villarotta, alla presenza del vescovo Massimo Camisasca e dei tanti sacerdoti della diocesi e del sindaco di Luzzara Elisabetta Sottili, è stato dato l'estremo saluto al sacerdote-infermiere nonché vicario nella parrocchia dei santi Nazario e Celso ad Arenzano (Genova). La messa è stata trasmessa in diretta nella cittadina ligure, i cui parrocchiani erano in preghiera.


Don Alberto Nicelli, vicario generale della Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla ha letto un messaggio della comunità di Arenzano insieme al parroco don Giorgio ricordando «la grande generosità dimostrata in tanti anni di servizio e la sua costante presenza in confessionale, la vicinanza alla “Casa dell'anziano”. Grazie Ideo, preghiamo per te che il Signore ti accolga nella sua misericordia».

In tanti avrebbero voluto partecipare al funerale di don Ideo ma le ristrettezze imposte dall'emergenza sanitaria hanno permesso solo presenze contingentate. Nell'omelia il vescovo Camisasca oltre a sue riflessioni personali relative al passo del Vangelo secondo Marco che narra la moltiplicazione dei pani e dei pesci di Gesù, ha letto il testamento spirituale di don Ideo: «Ha portato il fascino della santità cristiana e ha confermato la sua “gioiosa adesione al battesimo” – ha detto ancora il vescovo – Scrive don Ideo “sono contento di essere prete; sono nato povero, ho conosciuto la povertà concreta. Desidero morire povero. Soldi non ne ho e non li ho mai cercati"». Nel suo testamento spirituale, poi, don Ideo ha voluto citare il cardinale Giuseppe Siri, maestro e papà del suo sacerdozio a perenne e filiale riconoscenza e devozione. «Porto nel cuore ogni persona che ho incontrato nella parrocchia di San Martino di Guastalla – scrive ancora don Ideo – l'ospedale di Reggio Emilia, madre Giovanna con le sue suore, la comunità di Arenzano. Ogni persona di Villarrotta che tanto ho amato, difeso, coltivato, curato e protetto. Sono stato tanto ricambiato».

«Se si vuole ricercare una traccia nelle parole di don Ideo – ha concluso il vescovo – è sicuramente la serenità. La capacità di tenere dentro la memoria ogni volto e ogni occasione». La salma è stata poi trasferita dalle onoranze Bernardelli nel cimitero locale per la sepoltura. —

M.P.

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