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Reggio Emilia, dopo il pensionamento Nicolini e Messori pronti a tornare in campo

Gli ex direttori generali del Santa Maria Nuova hanno aderito al recente bando
«Ci siamo messi a disposizione come medici vaccinatori, è un dovere morale»

REGGIO EMILIA. «Ho vaccinato nella mia vita 100mila bambini, perché ora non dovrei dare il mio contributo per sconfiggere il Covid?». Il dottor Fausto Nicolini, fino al giugno scorso direttore generale dell’Ausl reggiana, ora in pensione, ha partecipato al bando attraverso il quale l’Ausl cerca medici e operatori sanitari per somministrare i vaccini anti Covid. Insieme a Nicolini, a dare la propria disponibilità è anche la dottoressa Antonella Messori, che negli ultimi anni ha ricoperto gli incarichi prima di direttore generale dell’Azienda ospedaliera Santa Maria Nuova e poi dell’Azienda ospedaliero universitaria Sant’Orsola di Bologna.

«Se l’unica possibilità di uscire da questo incubo è vaccinarsi – precisa – io non posso che mettermi a disposizione». Nicolini e Messori, entrambi pediatri, con carriere professionali molto simili che a tratti si sono intrecciate, da poco pensionati, si dicono pronti a ritornare sul campo. Nella convinzione che «chi può fare qualcosa, deve farlo».

«Quando ho avuto la percezione che anche a Reggio si cercavano medici volontari – spiega Fausto Nicolini – ho subito aderito al bando. Una scelta doverosa. Certo, sono in pensione, ma se c’è la possibilità di dare un aiuto io ci sono. In questo momento mi trovo in stand by. Ci vorrà il tempo, da parte dell’Ausl, di esaminare le richieste e di fare le necessarie valutazioni. Io, comunque, sono qui».

Le stesse motivazioni che hanno spinto Antonella Messori. «Io – specifica – ho partecipato sia al bando nazionale che a quello dell’Ausl locale. Per ora la mia domanda è stata accolta a livello nazionale. Ma per me, la priorità, è senza dubbio l’Ausl di Reggio. È qui che voglio dare il mio contributo. Se sei un medico – prosegue – lo sei per sempre. Mettersi a disposizione è un dovere morale e deontologico».

Ad accomunare Nicolini e Messori, e non potrebbe essere altrimenti, è la convinzione dell'importanza, dell'efficacia e della sicurezza dei vaccini.

«Tra gli anni Ottanta e gli anni Novanta – ricorda Messori – ho lavorato a Carpi e a Correggio dove mi occupavo proprio delle vaccinazioni pediatriche. Credo molto ai vaccini, non solo in quelli pediatrici, e sono convinta che questa sia l’unica strada per uscire dal tunnel».

Della stessa opinione Nicolini che ricorda come «se oggi il vaiolo, la poliomelite e il tetano, qui, non li vediamo più, è solo merito dei vaccini». E cerca anche di tranquillizzare quanti sono ancora dubbiosi nei confronti di un vaccino, quello contro il Covid, che è stato messo in commercio in tempi relativamente brevi. «È vero – dice Nicolini – che i tempi sono stati piuttosto veloci. Ma è altrettanto indiscutibile, e da non sottovalutare, il fatto che per questo vaccino sono stati fatti sforzi economici mai visti prima a livello internazionale. Perché questa, non dimentichiamolo, è una pandemia». —
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