Da oggi i vaccini si fanno alle Fiere: «Un gesto che ho fatto con il cuore»

Il padiglione C concesso gratuitamente per tre mesi da Giorgio Bosi, proprietario del centro fieristico di Mancasale

REGGIO EMILIA. «Concedere le Fiere in comodato d’uso gratuito, per tre mesi, all’Ausl di Reggio Emilia per farne il centro vaccinazione anti Covid-19 è un gesto che ho fatto con il cuore, come attenzione al sociale e alla comunità reggiana».

Giorgio Bosi, patron dell’azienda Bipiplast di Correggio nonché della cordata che nel dicembre scorso ha acquisito le Fiere di Mancasale per 6,85 milioni di euro, ha commentato così la notizia del giorno: da oggi le Fiere diventano l’unica sede provinciale per vaccinare gran parte dei 530mila reggiani.


Un’operazione che il direttore generale dell’Ausl di Reggio Cristina Marchesi – che questa mattina sarà a Mancasale, insieme ai vertici della sanità reggiana, per illustrare i dettagli del maxi ambulatorio – aveva prefigurato ieri mattina alla premiazione durante la festa del Tricolore (di cui riferiamo a pagina 2), annunciando che la somministrazione delle dosi nell’ex ospedale Spallanzani era agli sgoccioli.

Il via libera di ieri da parte del Comune per il temporaneo cambio di destinazione d’uso delle Fiere – un passaggio obbligato, dal punto di vista burocratico – ha confermato che quella era la direzione. «Le fiere di via Filangeri hanno ottenuto il nulla osta del Comune per poter ospitare nelle prossime settimane le operazioni di vaccinazione su larga scala della popolazione reggiana contro il Covid 19. Nei giorni scorsi, viste le particolari e documentate esigenze di interesse pubblico, la giunta ha concesso la possibilità di insediare temporaneamente e per tutto il 2021 “attività sanitarie e assistenziali” all’ex polo fieristico», hanno comunicato dal municipio, spiegando che l’area è stata scelta «poiché presenta le caratteristiche necessarie per poter effettuare un piano capillare e consentire un elevato numero di accessi: la facilità nel raggiungere la sede (con i mezzi pubblici o in auto visto l’ampio parcheggio); la sicurezza e l’accessibilità, in particolare dei disabili; la possibilità di creare zone filtro per flussi rilevanti di utenza; la sistemazione delle postazioni in modo tale da garantire distanziamento e privacy; la presenza di entrata e uscita, nonché di servizi igienici, separati».

L’operazione in corsa, però, ha bruciato le tappe e si è concretizzata in tempi record. «Sì, il sindaco Luca Vecchi e il vicesindaco Alex Pratissoli hanno dimostrato un impegno notevole, così come l’Ausl ha dato un segnale forte – spiega ancora Bosi – Da parte mia ho concesso gratis il capannone centrale C più tutto il piano terra della palazzina uffici per la zona accoglienza, ma l’organizzazione è nelle mani dell’Ausl. Gli altri capannoni rimarranno liberi; al limite la mia azienda potrebbe occuparne una parte, ma la priorità ora è il centro vaccini. Da parte mia, avendo questa disponibilità, ho ritenuto importante dimostrare questa sensibilità senza fini di lucro. Perciò ho disdetto il contratto con le Fiere di Parma, che sarebbe scaduto a marzo, rinunciando a cifre importanti. Per i primi tre mesi la location sarà gratuita per l’Ausl, poi da aprile è previsto un canone ridotto; ma speriamo che la vaccinazione si svolga il più velocemente possibile».

Alla domanda se l’alleanza con le Fiere di Parma potrebbe tornare in campo a breve termine, Bosi ribatte deciso: «Non penso. Lo scioglimento del contratto è stato consensuale, anche perché loro avrebbero pagato un canone senza poter allestire fiere. Per il futuro si vedrà».

Bosi non nasconde che quando si è aggiudicato i 105 mila metri quadrati di via Filangieri immaginava tutt’altra destinazione.

«È un periodo pesante per tutti e l’imprenditoria non fa eccezione. Speriamo di archiviare presto questi mesi di emergenza», conclude. —

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