L’addio a Mario Guidetti: «Ci mancherai tantissimo»

I funerali in forma privata non hanno fermato l’affetto di chi l’ha conosciuto. In centinaia all’obitorio del Santa Maria per salutare il «giornalista gentiluomo»  

REGGIO EMILIA. Nonostante le presenze nella cappella dell’ospedale reggiano fossero limitate dalle norme anti-Covid, tantissime persone hanno voluto rendere omaggio a Mario Paolo Guidetti, 74 anni, instancabile presenza dell’Associazione provinciale stampa reggiana “Gino Bedeschi”, tesoriere e consigliere dell’Ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna ed ex consigliere nazionale (dal 2013 al 2017) dell’Ordine, stroncato il 2 gennaio da una malattia diagnosticata un anno prima. Ieri, durante la messa funebre celebrata da padre Marco dei Cappuccini, il presidente dell’Associazione provinciale stampa reggiana, Giuseppe Adriano Rossi, ha ricordato l’impegno deontologico e l’esempio di rispetto dei valori della professione del “giornalista galantuomo” garibaldino e socialista, mentre in chiusura del rito padre Lorenzo Volpe, superiore dei Cappuccini di Reggio Emilia, ha rammentato la raccolta fondi annuale promossa da Guidetti per la mensa dei frati, sottolineando l’attenzione del defunto per le persone in difficoltà.



Numerose le personalità pubbliche che si sono presentate alla camera ardente per stringersi intorno alla moglie Paola Campioli e ai figli Alessia e Filippo. Tra gli altri Stefania Bondavalli, giornalista ora consigliere regionale, Ermete Fiaccadori dell’Anpi, Enrico Manicardi ex presidente della Provincia, nonché il presidente del consiglio regionale dell’Ordine dei giornalisti Giovanni Rossi e il vicepresidente Emilio Bonavita.

«Guidetti era largamente apprezzato e stimato dei colleghi e non solo – ha dichiarato Rossi – come testimoniano i molti messaggi e i ricordi che gli sono stati dedicati. Personalmente lo apprezzavo per il suo rigoroso impegno nello svolgere i ruoli che assumeva. Da tesoriere dell’Ordine si era impegnato affinché il bilancio fosse trasparente e in equilibrio, affinché l’Ordine fosse sì rigoroso nel fare rispettare le regole, ma anche “amico” dei giornalisti e sempre pronto a sostenerli, soprattutto nelle difficoltà, e difenderli dalle minacce e da chi vuole, in un modo o nell’altro, limitarne la libertà. Sognava che un giorno a Bologna potesse nascere una “Casa dei giornalisti” nella quale riunire tutti gli organismi di categoria e che questa fosse proprietà dei nostri enti. Anche per tale fine prestava un’attenzione al tempo stessa rigorosa e parsimoniosa ai nostri conti. Il suo contributo, tuttavia, non si limitava al compito specifico che svolgeva all’interno del consiglio dell’Ordine. Su ogni punto che veniva affrontato durante le riunioni non faceva mancare la sua opinione e a volte, quando lo riteneva necessario, espressa anche con schiettezza e qualche battuta in dialetto reggiano. Non mancava mai di richiamare tutti al rispetto reciproco e alla serenità nel confronto. Lo avevo sentito telefonicamente pochi giorni prima di Natale, la voce affannata, ma mai avrei pensato di doverlo salutare definitivamente di lì a poco. Penso che al nostro Ordine sia venuto meno un contributo prezioso di esperienza e di valore umano».

Si è presentato anche il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, mentre l’ex sindaco, ora capogruppo democratico alla Camera, Graziano Delrio ha scritto: «Amico e compagno di tante battaglie, a volte su fronti diversi ma sempre animato dal bene per la nostra comunità. Passione e tenacia le sue doti politiche che non dimentico. Grazie Mario». Anche Confesercenti, dove Guidetti ha trascorso gran parte della vita lavorativa, si è unita al cordoglio della famiglia: «Guidetti è stato per tredici anni, dal settembre 1988 al giugno 2003, funzionario sindacale della Confesercenti ricoprendo il ruolo di segretario provinciale del sindacato degli ambulanti e degli alimentaristi, oltre ad avere ricoperto per anni la carica di segretario della zona di Scandiano. Ed è stato direttore e anima del mensile dell’associazione “Commercio Reggiano”, palestra nella quale ha sviluppato e affinato la propria passione per il giornalismo. Di lui i colleghi ricordano la simpatia e la grande disponibilità, oltre che la passione che metteva nelle rivendicazioni delle categorie di cui era segretario provinciale». —

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