Il Gesù Bambino gettato nel Po dal gruppetto del raid di Capodanno

Avrebbero agito 4-5 ragazzi incappucciati e con mascherina. La polizia locale di Guastalla sospetta di un minorenne e di uno straniero

GUASTALLA. Il Bambin Gesù “rapito” è stato ritrovato dagli agenti della polizia municipale dell’Unione Bassa reggiana e restituito ad Italo Moscatti, che l'ha rimesso nel suo presepe in piazza Primo Maggio a Guastalla.



Il bambolotto, trafugato probabilmente nella notte brava tra San Silvestro e Capodann,o quando si sono registrati diversi episodi di danneggiamento nella piazza, era stato gettato nel fiume Po a Gualtieri. Ma come c’è arrivato da Guastalla a Gualtieri? «Abbiamo ripercorso quello che presumiamo sia stato il tragitto fatto dal gruppetto di vandali nelle prime ore di Capodanno – ha spiegato il comandante del Corpo Unico, Carlo Alberto Romandini – .Oltre ai danneggiamenti di via Gonzaga, piazza Mazzini e via Pegolotti, abbiamo potuto appurare, anche attraverso a una serie di immagini acquisite dal sistema di videosorveglianza installato lungo le strade, che sono state prese di mira altre zone della città. A breve saremo anche in grado di identificare i responsabili. Per il momento – conclude Romandini – non posso aggiungere altro perché le indagini sono in corso».

La squadra investigativa è arrivata poi a scoprire, nella mattinata di ieri, che il Bambin Gesù era stato gettato nella golena di Gualtieri, ed era rimasto intrappolato nella vegetazione, per cui la corrente non ha fatto in tempo a trascinarlo verso il mare. Dopo averlo ripulito, gli agenti sono tornati a Guastalla, dove hanno bussato alla porta di Italo Moscatti, il pensionato 76enne che da 11 anni realizza il presepe di piazza Primo Maggio, il quale ha ringraziato la polizia municipale dell’Unione Bassa reggiana per aver trovato, in pochi giorni, il Bambinello della Natività.

Da quanto filtra, dalla visione delle immagini tratte dalle telecamere (comunali e private) presenti in centro storico, ma anche grazie ad alcune testimonianze e agli annessi accertamenti nell’ambiente giovanile guastallese, la polizia locale sta mettendo nel mirino un gruppetto di 4-5 ragazzi che, incappucciati e con la mascherina, hanno architettato un vero e proprio raid nelle ore notturne di Capodanno. Al di là della relazione investigativa che verrà inviata in Procura a Reggio Emilia, se risulteranno coinvolti dei minorenni, gli atti a loro riferibili saranno trasferiti alla Procura minorile di Bologna.

E non è neppure esclusa la presenza di qualche straniero fra gli autori dei danni che hanno colpito a Guastalla non solo i simboli del Natale. Perché gli investigatori stanno cercando di capire se al gruppetto vandalico vada addebitato non solo il raid distruttivo degli alberi addobbati e della staccionata di Babbo Natale, ma anche il furto sacrilego del Bambin Gesù e i danni alle auto parcheggiate lungo via Pegolotti e in strade limitrofe.

Lapidario il sindaco Camilla Verona: «Auspico che i responsabili vengano individuati, perché come amministrazione vogliamo rassicurare la comunità. Il senso di appartenenza si cementa anche perseguendo chi ha comportamenti fuori dalla legge». —

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