«Riaprire il 18? Ultima possibilità per salvare l’intera stagione»

Valeria Ghezzi (Anef) parla delle sorti degli impianti sciistici. Bonaccini: «Per i ristori serviranno parecchi milioni di euro»

VENTASSO. Slitta la riapertura delle piste sciistiche, rispetto alla data che inizialmente era stata indicata come “papabile” dallo stesso presidente del consiglio, Conte: non più il 7 gennaio, ma il 18. Una data che dalle associazioni di settore viene indicata come «l’ultima possibile» per avviare una stagione che già ora nascerebbe fortemente menomata, in una situazione assolutamente paradossale, visto che sul crinale appenninico, ad esempio a Cerreto, c’è una quantità di neve come non si vedeva da anni. Gli ultimi giorni hanno aggiunto un altro mezzo metro di neve fresca su un fondo piste che sarebbe già stato eccezionale.

Il tema della riapertura è molto dibattuto sia a livello nazionale che regionale.

Così interviene, ad esempio, Valeria Ghezzi, presidente dell’associazione nazionale Esercenti funiviari (Anef): «La questione non è rinunciare allo sci, ma a tutti i posti di lavoro che ci sono in ballo e di gente che non ha nessuna tutela. In questo modo mandiamo a picco la montagna. Dare il via alla stagione invernale è fondamentale per far lavorare tutte le persone che si occupano del settore del turismo bianco: secondo me quello che a Roma non è ancora chiaro è che per noi questi quattro mesi di stagione invernale ne valgono 12. Se per caso arriviamo ad aprile, poi se ne riparla nel 2021, perché il maestro di sci non ha più materia prima e noi nemmeno. E la stagione estiva, sul fatturato annuo del settore, rappresenta una cifra che sta tra il 5 ed il 10%. Quindi il 90% lo facciamo l’inverno, fino ad aprile».

Fa capo ad Anef circa il 90% delle aziende funiviarie italiane, distribuite sia nei territori alpini, sia in quelli appenninici, sia nelle isole.

Sul tema è intervenuto anche il presidente della regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, anche in veste di presidente della conferenza delle Regioni: «Erano soprattutto le Regioni alpine a dire che non erano pronte per ripartire il 7 gennaio. Abbiamo pensato che il 18, come Regioni, potesse essere una data congrua. Il tutto considerando comunque che i casi di coronavirus stanno aumentando in questi giorni. Il virus circola ancora e bisogna stare molto attenti agli assembramenti. Ai maestri di sci dell’Emilia Romagna (che avevano manifestato in Regione prima di Natale, ndr) dico che ristoreremo, tra gennaio e febbraio, un milione di euro con risorse della Regione per dare un bonus a fondo perduto e un po’ di ossigeno per la fatica e le difficoltà di questi mesi. Così come abbiamo fatto presente al Governo che, per quanto riguarda i gestori degli impianti, servono parecchi milioni di euro per ristorarli. Noi come Regione li aggiungeremo. Tra gennaio e febbraio invece arriveremo a 40 milioni per tutte le categorie colpite: 22 milioni a bar e ristoranti, 3 milioni a discoteche e sale da ballo, 3 milioni tra palestre e piscine, e non solo». —

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