Molestie ai vicini: madre e figlia allontanate

L’avvocatessa Francesca Guazzi

Il caso in via Cisa Ligure sulla scia di una serie di denunce. Accusate di stalking, le due donne restano in silenzio in aula 

GUASTALLA. Una serie di denunce da parte dei vicini di casa ormai allo stremo, e per madre (di 47 anni) e figlia (di 33 anni) è scattato il divieto di avvicinamento di almeno un chilometro dalla zona – in via Cisa Ligure – dove hanno la residenza.

Una situazione degenerata da maggio, fra insulti e minacce che hanno esasperato per circa sette mesi chi vive nei pressi dell’abitazione delle due donne, alla periferia di Guastalla.


Ma al contempo stiamo parlando di madre e figlia seguite dai servizi sociali, senza un lavoro, con problemi di vario genere difficili da contenere. Un caso umano.

Basti pensare che in settembre nella loro casa è scoppiato un incendio e i vigili del fuoco intervenuti si sono trovati di fronte ad una situazione sorprendente e pericolosa al tempo stesso: l’abitazione era piena di legna ottenuta da cassette della frutta e altri materiali.

Un rogo – per cause accidentali – che aveva allarmato non poco chi vive in quell’area visto che le lingue di fuoco uscivano da una finestra, inoltre le due donne erano finite in ospedale per una leggera intossicazione dovuta al fumo, risoltasi senza particolari problemi sanitari una volta fatti gli accertamenti di rito.

Comunque, al di là di questo episodio certamente poco rassicurante, sta di fatto che le denunce dei vicini di casa hanno fatto scattare le indagini dei carabinieri, coordinati in questa inchiesta dal sostituto procuratore Maria Rita Pantani.

Un fascicolo investigativo ben presto sfociato nell’accusa di stalking per le due guastallesi e il pm Pantani ha di recente chiesto e ottenuto dal gip Luca Ramponi il citato di divieto di avvicinamento.

Tutelate dall’avvocatessa Francesca Guazzi, madre e figlia hanno affrontato – mercoledì mattina, in tribunale a Reggio Emilia – l’interrogatorio di garanzia.

La scelta difensiva è stata quella del silenzio in aula, in attesa di valutare gli atti d’indagine.

Avvalendosi della facoltà di non rispondere, l’interrogatorio, quindi, si è chiuso in fretta.

La misura restrittiva, al momento, rimane inalterata.

Le due donne vivono sempre nella Bassa, ma in una struttura che non si trova a Guastalla, quindi in ottemperanza alla misura cautelare applicata pochi giorni or sono dal giudice Ramponi. —

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