Reggio Emilia, nell’anno dominato dalla pandemia calano tutti i reati tranne le truffe online

Il resoconto annuale del questore Giuseppe Ferrari: «Lo sforzo principale? I controlli in funzione anti-Covid»

REGGIO EMILIA. Un anno dominato dall’emergenza sanitaria. Un anno che ha visto ridotta l’attività anche dei criminali: tutti i dati dei reati sono in calo, in controtendenza solo la polizia postale alle prese con un’impennata delle truffe informatiche. Un anno in cui perfino i poliziotti hanno visto rivoluzionato il proprio lavoro.

«Per chi come noi opera a servizio e a stretto contatto con la popolazione, è stato un anno complesso e impegnativo», ha ammesso il questore Giuseppe Ferrari, al suo primo resoconto annuale della polizia di Stato. Per Ferrari, insediatosi il 25 febbraio scorso e subito catapultato in vorticose riunioni del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, si è trattato di un battesimo del fuoco. Sul fronte dei numeri che riguardano il 2020, il questore ha sottolineato «un abbassamento significativo, dovuto alla pandemia, delle attività criminose».

I mesi di lockdown e il coprifuoco a singhiozzo hanno fatto sì che la criminalità sia diminuita su tutti i fronti: 1.084 i furti in abitazione (-44% rispetto al 2019), 1.682 i danneggiamenti (-21% e si tratta di una voci con minor divario rispetto all’anno precedente), 426 lesioni (-17%), 415 furti in esercizi commerciali (-33%), un centinaio di rapine (-21%), 49 estorsioni (-26%), 29 violenze sessuali (-38%), nessun omicidio. In totale la polizia di Stato ha compiuto 141 arresti e denunciato 606 persone.


Si tratta però di numeri poco significativi perché, come ha spiegato il questore, «a partire da marzo abbiamo dovuto rimodulare e ripensare sia l’organizzazione interna sia i servizi esterni, in base alle direttive ministeriali. Ormai ci siamo abituati ma è chiaro che lo sforzo principale è stato finalizzare il controllo del territorio in funzione anti assembramento.

I servizi in centro storico, come quelli contro la movida estiva, sono stati mirati alla verifica dei corretti comportamenti dei reggiani». Ecco quindi che, mentre si riduceva al lumicino la vigilanza sulle manifestazioni pubbliche e sportive, le ordinanze di servizio emanate dal questore per l’attività di contrasto alla diffusione del Covid sono schizzate a 1.789, i servizi complessivi anti Covid hanno raggiunto quota 3.578 (per la movida 8.038 persone identificate, 148 multe e 214 esercizi ricettivi controllati), le unità di personale impiegato 7.156.

«Ciò non toglie che la polizia di Stato abbia fatto la sua parte», ha proseguito Ferrari, snocciolando i numeri più significativi: i 292 controlli sulle persone agli arresti domiciliari, «attività che paga molto»; gli oltre 40 chili di droga (di cui 35 di marijuana) sequestrati dalla squadra mobile; le 208 armi ritirate dalla divisione Pasi; i 14.215 permessi di soggiorno rilasciati dall’Ufficio Immigrazione.

«Questa emergenza necessitava di risposte immediate. L’aspetto positivo è che ho dovuto prendere in mano in tempi rapidissimi il coordinamento di tutte le forze di polizia, instaurando rapporti personali con gli altri corpi e lavorando in modo congiunto e coeso. Ormai, insieme a Guardia di finanza, carabinieri e municipale, si è avviato un sistema virtuoso che sarà messo in campo anche per la notte di San Silvestro e che tornerà utile, in futuro, per affrontare problematiche specifiche», ha concluso il questore, che ha voluto terminare con «un ringraziamento speciale all’ufficio sanitario e tecnico logistico della polizia».