Reddito di cittadinanza ottenuto con l’inganno

La polizia locale Bassa Reggiana

Guastall, otto stranieri denunciati dalla polizia locale dell’Unione Bassa Reggiana. Camilla Verona: «Risorse sottratte a chi ne ha bisogno»

GUASTALLA. Dopo una serie di verifiche, la polizia locale dell’Unione della Bassa reggiana ha denunciato otto persone per avere indebitamente percepito il reddito di cittadinanza. L’attività degli agenti è stata eseguita con la collaborazione dell’ufficio Demografico del Comune di Guastalla ed è scaturita dai controlli effettuati per verificare l’esistenza delle condizioni che legittimano la fruizione del beneficio.Il reddito di cittadinanza, infatti, spetta solo in presenza di determinati requisiti, autocertificati dai richiedenti, i quali hanno diritto alla corresponsione del reddito anche durante gli accertamenti.

L’attività investigativa ha consentito di appurare che quanto dichiarato dai percettori del reddito di cittadinanza nelle domande presentate all’Inps non corrispondeva alla situazione reale. Le otto persone – tutte straniere residenti o domiciliate a Guastalla – pur di ottenere l’accesso al beneficio hanno autocertificato qualità proprie o dei propri familiari non rispondenti al vero. Nella maggior parte dei casi i soggetti avevano falsamente dichiarato di essere residenti in Italia da almeno 10 anni, in un caso una persona ha rivendicato il possesso di un titolo di soggiorno che non aveva, condizione essenziale per ottenere l’erogazione del reddito e in un altro caso ancora il soggetto è risultato essere arrivato in Italia successivamente all’emanazione del decreto che ha istituito il beneficio.

Tutti hanno percepito, quindi, indebitamente l’assegno e per questo motivo sono stati denunciati alla procura della Repubblica di Reggio per il reato che prevede la reclusione da due a sei anni per l’utilizzo di dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere, ovvero per omissione di informazioni dovute. Contemporaneamente sono state inoltrate al competente ufficio Inps le segnalazioni previste per l’interruzione immediata dell’erogazione del reddito non dovuto ai soggetti controllati e per l’avvio delle procedure per il recupero delle somme percepite.

«Quanto accaduto – ha commentato Camilla Verona, presidente dell’Unione Bassa Reggiana – testimonia l’impegno quotidiano del Corpo unico della polizia locale nello svolgimento della propria attività istituzionale volta anche a contrastare fenomeni di accesso a benefici da parte di chi non ne ha diritto, che generano un danno economico e distraggono risorse pubbliche che potrebbero essere destinate a favore di coloro che ne hanno effettivamente bisogno».