Addio alle suore dell’asilo Recordati. Decimate dalla crisi delle vocazioni

L'asilo Recordati a Correggio

Correggio, sono rimaste solo in due dalle 12 che erano nel dopoguerra. Don Pellati: «La scuola però andrà avanti come prima»

CORREGGIO. Al ritorno in classe i bambini dell’asilo cattolico parificato Recordati di via Gambara, non troveranno più le due suore che li accoglievano in portineria, che attendevano assieme a loro il ritorno dei genitori, che li aiutavano al momento del pranzo. Le sorelle dovranno fare ritorno in una delle case dell’ordine delle Mantellate serve di Maria a Milano o Livorno, a Mestre o addirittura a Trebbio, sulle montagne pistoiesi, dove nel 1800 è stata fondata la casa madre della congregazione. Ma da Correggio dove sono arrivate prima della seconda Guerra mondiale per servire in ospedale e dopo il conflitto hanno esteso la loro opera nel mondo dell’educazione, con l’apertura dell’asilo, spariranno.

Don Sergio Pellati


«Il motivo è semplice – spiega il parroco di San Quirino e San Prospero don Sergio Pellati, responsabile dell’asilo – e riguarda tutti i servizi gestiti del mondo cattolico: la crisi delle vocazioni. In questo caso le suore sono troppo poche per continuare quel tipo di attività e l’ordine le farà rientrare». In effetti oggi, le suore Mantellate serve di Maria di Correggio sono solamente due, dalla dozzina che per decenni ha aiutato malati, scolari e poveri. Troppo poche anche per continuare a risiedere nella casa di fianco all’asilo che dalla Diocesi era stata destinata a loro.

«Via via – prosegue don Pellati – il numero delle suore è andato sempre diminuendo fino ad arrivare, quattro anni fa, a due e il servizio è diventato insostenibile». Per l’asilo Recordati che oggi ospita 98 bambini suddivisi in quattro sezioni – fino a cinque anni fa erano 150 – nulla cambierà, se non la mancanza di quella presenza premurosa e discreta. «Da molto tempo la scuola è gestita da personale laico – precisa il parroco – anche per quanto concerne l’impostazione pedagogica e la didattica. Le suore davano una mano in alcuni servizi e di sicuro erano una presenza significativa che ora verrà a mancare».

Anche durante la lunga e difficile fase dell’emergenza Covid le due suore Mantellate non hanno “mollato”. «Nonostante l’organizzazione dei servizi sia stata stravolta – spiega don Pellati – le suore hanno garantito sempre la loro presenza». Ma alla fine l’impossibilità di rinforzare i ranghi, ha avuto il sopravvento. «Un fenomeno – afferma il sacerdote – presente da almeno una decina di anni e che ha provocato la chiusura di innumerevoli strutture religiose in tutta la nostra Diocesi». La soluzione? Don Pellati ce l’ha, ma è di lungo respiro: «Ricominciare a fare figli – dice – e sperare che allevandoli da Cristiani qualcuno, prima o poi, si faccia prete o suora».