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Gli affari immobiliari di Bellini con i Sisti ancora sotto la lente della Finanza

La compravendita fra il padre Aldo e la sorella dell’ex procuratore. «Una motivazione “apparente” a flussi finanziari dopo l’attentato»

REGGIO EMILIA. «Mio padre si accompagnava spesso con il dottor Sisti, anzi era diventato il suo autista si può dire, benissimo». E poi: «Quello che hanno fatto mio padre, mio fratello e il dottor Sisti in quegli anni sono problemi loro, io ero latitante, ero via. Io non sapevo neanche che aveva fatto una ditta ad esempio, ad Ancona ... avevano fatto una ditta che avevano ristrutturato delle abitazioni e io non sapevo neanche quello». E ancora: «Mio padre era intimo amico... han cacciato soldi per aiutare la sorella del dottor Ugo Sisti per ristrutturare la casa terremotata».

E infine: «Non solo, noi abbiamo ricevuto da un tribunale un appartamento che la moglie... la sorella del dottor Sisti aveva venduto a mio padre, c’è stato una causa in mezzo che è durata tanti anni, poco tempo fa il tribunale c’ha riconosciuto, bene, cioè c’erano dei rapporti che erano ... molto più di amici».

Sono alcune dichiarazioni che la Primula Nera, Paolo Bellini, imputato nel processo mandanti sulla strage del 2 agosto 1980, rese alla fine degli anni ’90 ai magistrati in relazione ai rapporti fra il padre Aldo e Ugo Sisti, ex procuratore di Bologna e successivamente capo del Dap (Dipartimento di giustizia penitenziaria), sorpreso durante una perquisizione nell’albergo di famiglia di Bellini, alla Mucciatella, all’indomani dell’attentato in stazione che provocò 85 morti e oltre 200 feriti.

Un rapporto finito nuovamente sotto la lente della Procura Generale di Bologna, che ha delegato al Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza ulteriori indagini sugli affari immobiliari fra la sorella dell’ex procuratore di Bologna, Fernanda Sisti, e il padre della Primula Nera, Aldo, oggetto nel 1982 di un procedimento civile, al Tribunale di Ancona, quando Aldo Bellini citò in giudizio Fernanda Sisti, ottenendo poi dai giudici la trascrizione a suo nome nei pubblici registri del trasferimento di proprietà di un immobile. Secondo la Finanza, una causa civile sospetta, dal momento che avvenne «in un contesto storico nel quale l’autorità giudiziaria di Reggio Emilia stava indagando sui rapporti fra l’ex procuratore bolognese e la famiglia del terrorista, con la stampa che, nel riportare tale notizia, riferiva della presenza di quest’ultimo a Bologna proprio nel giorno della strage».

Fra Aldo Bellini e Fernanda Sisti c’era stato un preliminare di acquisto l’8 luglio del 1980 per un appartamento ad Ancona, in via Frediani, affittato ma di proprietà della sorella dell’ex procuratore di Bologna, per una cifra di 40 milioni di lire. Nel 1982, invece, la sorella di Sisti si era poi rifiutata di stipulare l’atto notarile definitivo. Di qui la causa civile intentata dal padre della Primula Nera. La compravendita rientrava nell’ambito di un progetto di ristrutturazione di un altro immobile sempre di Fernanda Sisti e sempre ad Ancona, per lavori stimati all’epoca in 70 milioni di lire. Ristrutturazione di cui si era preoccupato lo stesso Aldo Bellini, che nelle vesti di mediatore propose di anticipare 40 milioni chiedendo a garanzia il preliminare per via Frediani.

Documentazione è stata passata nuovamente al vaglio della Finanza, che non ha mancato di rilevare «perplessità», proprio alla luce del rapporti fra il padre della Primula Nera e l’ex procuratore Ugo Sisti, che dopo essere stato sorpreso alla Mucciatella finì a processo per favoreggiamento nella latitanza di Paolo Bellini, venendo prosciolto.

Il processo si svolse prima a Reggio, poi a Firenze. E, fra le motivazioni della sentenza di assoluzione del 24 febbraio 1987, finì proprio la causa civile fra Aldo Bellini e Fernanda Sisti: «Poiché tale rapporto di affari aveva finito per sfociare in una controversia giudiziaria – scrissero i giudici fiorentini – riesce difficile pensare ad un “rapporto preferenziale” e comunque “sostanziale” tra il Sisti e il Bellini, tale da giustificare anche delicate confidenze, dal momento che egli (Sisti) nulla aveva potuto o voluto fare per evitare la sostanziale perdita dell’immobile da parte della sorella».

A conclusioni differenti invece giungono ora i finanzieri, nella cui indagine finisce anche la società Immobiliare Bel.Co dello stesso Aldo Bellini, al centro solo di due operazioni immobiliari, sempre ad Ancona. Fra queste, non risulterebbe l’immobile di Fernanda Sisti, a differenza di quanto dichiarato all’epoca da Aldo Bellini. La Bel.Co, secondo i finanzieri, sarebbe stata costituita solo otto mesi dopo il compromesso.

Nel preliminare d di via Frediani, inoltre, una scrittura privata non registrata, «tranne la data apposta sul compromesso, nessun elemento porta a ritenere che tale documento sia stato effettivamente redatto/sottoscritto in un periodo antecedente alla strage di Bologna e, quindi, prima del giorno in cui il Procuratore veniva trovato presso l’albergo dei Bellini», scrive ancora la Finanza, rilevando come nell’atto la data di nascita di Fernanda Sisti sia sbagliata, così come il codice fiscale. E giungendo a ritenere che l’atto sarebbe stato compilato «in assenza» della sorella dell’ex procuratore.

Per i finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria, infine, il fatto che il preliminare sia una scrittura privata avrebbe consentito «di fornire una motivazione “apparente” a flussi finanziari tra Bellini e Sisti immediatamente successivi alla strage e a quando il procuratore veniva trovato presso l’albergo dei Bellini». —