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Dalla cena spedita a casa alla bolla in hotel: ecco il Capodanno alternativo dei reggiani

Prosegue a San Silvestro il boom delle consegne a domicilio, con menu della tradizione fino all’aperitivo preparato dal pub

REGGIO EMILIA. Dalla stanza in albergo con cenone sulla porta, all’aperitivo consegnato dal pub di grido fino al più tradizionale cenone impacchettato e spedito dal grande chef. Sono in molti a dirci che «di questi tempi si fa quel che si può».

È infatti una tra le frasi più comuni, forse quella che si sente più spesso tra un’intervista e l’altra di questi tempi. Ma l’arrivo delle feste, seppur con le serrande abbassate, ha portato molti ristoratori a pensare fuori dagli schemi, per cercare di vivere in attesa del ritorno alla normalità. E in questi giorni si sono moltiplicate le offerte di cene e pranzi spediti a casa, impreziositi però da menu natalizi e, in queste ore, dal classico cenone a più portate. Cenone che al Master Hotel di Cadelbosco sarà servito in camera, ad almeno dieci coppie - alcune con figlio al seguito - che hanno deciso di prenotare l’offerta di fine anno pubblicizzata dall’hotel che conta 36 camere e che si trova in centro al piccolo paese della provincia reggiana. Struttura - al pari delle altre - orfana di molti clienti bloccati dall’epidemia.

«Abbiamo aperto da due anni e il nostro titolare ha alle spalle altre esperienze legate agli eventi. Molti di Capodanno o feste che organizzava direttamente lui. Si è ingegnato pesando a questa offerta - spiega Mattia, impiegato dell’accoglienza dell’hotel - A Cadelbosco non c’è moltissimo turismo, salvo qualche straniero d’estate. I nostri clienti per buona parte sono lavoratori delle aziende. Ne abbiamo ancora di fedelissimi che vengono sempre nonostante le difficoltà attuali».

Però qualcosa bisogna sempre inventarselo. Ecco allora l’idea: camera disponibile dalle 15 del 31 dicembre alle 16 del 01 gennaio, colazione inclusa, tivù 50 pollici con Netflix, wifi, frigobar. Ma soprattutto un servizio cocktail e menu stile pub in camera attivo h24 e possibilità di cena in camera su prenotazione. Due i menu: uno più tradizionale con risotto zucca e salsiccia e guancialino di maiale al cacao e polenta croccante tra i vari piatti, e uno di pesce con risotto ai frutti di mare, baccalà in guazzetto. Non manca nulla, salvo dover restare chiusi in camera per un giornata da vivere in maniera diversa, anche se a poca distanza da casa propria. «Stiamo ricevendo molte richieste, per ora sono una decina le camere prenotate, vediamo se ne arrivano altre in questi ultimi giorni. Si tratta per buona parte di gente del luogo. Molte sono coppie ma qualcuno ha il figlio. Del resto gli alberghi possono lavorare e i loro ristoranti restare aperti solo per i clienti che però devono consumare in camera». Ad incombere è infati la zona rossa.

A lanciare l’ennesima sfida è anche Alessandro Belli, titolare dell’ormai celebre Arrogant, pub che guarda via Tassoni. Belli è mister chilometro zero, capace di far diventare un pub un luogo di culto non solo per le birre artigianali, ma anche per un’offerta di cibi legati al territorio con i quali il giovane ristoratore reggiano si fa immortalare sui social con tanto di mano che fa le corna, diventando col tempo ambasciatore anche virtuale di cibi e tradizione spesso riposte nel dimenticatoio dai più giovani.

«Abbiamo pensato anche al Capodanno - racconta Belli - proponendo delle cosette per il 31. Ma non una cena, bensì un aperitivo, uno stuzzichino defatigante in pieno stile Arrogant, se magari qualcuno voleva fare una chat con gli amici o un brindisi». Ecco allora che, buste alla mano, il pub consegna patate di maiale, polpette di fassona e via dicendo, il tutto bagnato da birre sempre scelte. «C’è anche la colesterolo collection, cioè una selezione dei nostri formaggi tra cui il Reggiano di montagna 40 mesi, gessato di capra 2 anni, blu di capra, fossa di latte vaccino,marmellata di barbabietola e zenzero. Poi sempre disponibili su prenotazione le nostre bombe di riso per chi vuole un primo dell’anno all’insegna della tradizione».

Ma basta fare un giro dentro e fuori Reggio per incrociare una moltitudine di bar, ristoranti e pizzerie che - forze quest’anno più degli altri - saranno impegnati nella preparazione di menu da asporto. Nel segno della tradizione reggiana c’è sempre lo chef Gianni D’Amato del Caffè Arti e Mestieri, da ore chiuso in cucina per preparare il suo menu che vede tra gli altri piatti il calamaretto con cipolla Borettana e lenticchie, ravioli di patate e baccalà e il cubo di bolliti tartufato. «Consegniamo noi - dice lo chef - I nostri piatti sono già pronti e cucinati, basterà ravvivarli quando è il momento di servirli». —

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