Operatori dello sci in Regione: «Non abbandonateci»

impianti chiusi per la pandemia, le limitazioni rischiano di creare perdite fino al 40%

VENTASSO. Il Natale è passato, e pur presentandosi quest’anno condizioni ottimali sulle piste da sci, non è stato possibile aprire gli impianti a seguito della pandemia Covid. Ecco allora che i maestri di sci dell’Emilia-Romagna sono scesi dall’Appennino per manifestare sotto le finestre della Regione, e rilanciare l’allarme sulla crisi del settore turistico e degli impianti invernali. Le limitazioni rischiano di creare perdite fino al 40%. Un centinaio di maestri di sci, tra i quali anche quelli delle stazioni reggiane Cerreto Laghi, Febbio e Ventasso, si sono dunque presentati in viale Aldo Moro a Bologna: a incontrarli, nel piazzale di fronte alla Regione, il governatore Stefano Bonaccini e l’assessore al Turismo, Andrea Corsini.

I maestri di sci hanno chiesto «di non essere abbandonati, in un momento così complicato». Afferma Stefano Bonaccini: «Per gli operatori del settore abbiamo deciso di stanziare subito un milione di euro di fondi regionali, in quanto categoria tra le più colpite dalle restrizioni, e contemporaneamente ci impegniamo a chiedere al governo di garantire adeguati ristori per i gestori degli impianti di sci. Conosco molto bene la nostra montagna. Ci sono stato parecchie volte e ci tornerò presto, già a gennaio. Ci vive gente forte, abituata a lamentarsi poco e rimboccarsi le maniche. Come Regione investiremo parecchio sulla montagna, perchè se sta bene monte sta meglio anche valle».


Sul tema sono intervenuti anche alcuni gruppi consiliari regionali. «Pensiamo che sia fondamentale riaprire gli impianti i il prima possibile – dichiara Matteo Rancan (Lega) – considerando che non risultano ristori programmati e stanziati per questa categoria, così come non esistono linee guida chiare per questo sport. La nostra montagna va valorizzata, aiutata, tutelata e incentivata, ma delle parole siamo stufi: è ora di agire». L’assessore Corsini invece ha affermato: «Siamo fiduciosi di poter tornare a riaprire gli impianti invernali dal 7 gennaio. In questi anni abbiamo investito molto per sostenere il comparto del turismo in montagna. Crediamo fortemente in questo settore e non vi abbandoneremo». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA