Ricoverati con il Covid oltre un mese fa i nonni sono tornati a casa insieme

Gaia Landini, la volontaria della Croce Verde che ha riportato in famiglia Raffaella e Valseno: «È stata come una vittoria» 

REGGIO EMILIA. «Dopo nove mesi che presto servizio sull’ ambulanza della Croce Verde trasportando malati Covid, ho vissuto un momento di gioia profonda, quasi di vittoria quando abbiano riportato a casa due meravigliosi vecchietti e i loro familiari ci hanno accolto con una gioia e una gratitudine immensa. È stato il regalo più bello che potessi ricevere».

Racconta così ancora emozionata Gaia Landini, la volontaria della Croce Verde che, con la collega Iris Iori che sta facendo servizio civile come volontaria, ha trasferito a casa da Villa Verde Valseno Gemmi e Raffaella Cattani, una coppia di sposi di 86 e 81 anni usciti dal tunnel del Covid dopo un lungo periodo di degenza in ospedale. È stata un’esperienza indimenticabile», racconta Gaia, figlia del presidente della Croce Verde Rolando Landini.

«Sono volontaria in Croce Verde da 11 anni e sono arrivata un anno prima di mio padre. Con l’arrivo del Covid fare volontariato è diventato il mio lavoro perché c’è una legge che consente di poterlo fare a tempo pieno. Sono stata tra i primi volontari a trasportare malati Covid e ho anche dovuto fare un periodo di isolamento dopo il trasporto dei primi contagiati a Reggio che purtroppo non ce l’hanno fatta». Ma il Covid non è mai normalità, anche dopo mesi, racconta Gaia.

«Mi sono trovata a dovere dare conforto ai parenti disperati quando dovevamo dire loro che non potevano accompagnare i loro cari e negli occhi leggevo il dolore di chi non sapeva se li avrebbe rivisti. Per questo il Covid fino all’altro giorno mi ha sempre lasciato addosso quel senso di tristezza e di disperazione dei parenti e la paura dei malati quando li portavamo in ospedale».

Poi il trasporto dei due meravigliosi vecchietti e l’accoglienza dei loro familiari ha fatto cambiare a Gaia anche il modo di vedere il Covid. «Mentre svolgevo il turno pomeridiano, non in servizio di emergenza come faccio di solito, dalla centrale ci hanno chiesto di trasportare una coppia di anziani. Non ho chiesto l’età e la loro storia e quando siamo arrivate a Villa Verde li ho trovati insieme nella stessa stanza. La prima cosa che ci ha chiesto la moglie la è stata: ci portate casa entrambi? Mi si è sciolto il cuore. La vera sorpresa però è stata quando siamo arrivati a casa dove sono stati accolti con una vera e propria festa con palloncini e cartelli di benvenuto. Solo allora abbiamo capito che mancavano da casa da tanto. Erano ricoverati dal 16 novembre. Un tempo lunghissimo a quell’età».

«La cosa più bella è stata la gratitudine dei familiari che hanno voluto conoscere i nostri nomi e fare una foto insieme – conclude Gaia – e poi la festa ai nonni. Ci ha riempito di gioia perché il nostro arrivo invece di procurare disperazione e paura ha portato gioia. Dopo mesi ho dato al 2020 al Covid anche un sapore diverso. Quello della vittoria. La vigilia di Natale mi aspetta un nuovo turno di servizio e anche la notte di Capodanno la passerò alla Croce Verde assieme a Giulio, il mio compagno. Ma d'altronde è lì che ci siamo conosciuti». —

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