«Poste, code e disagi ad Arceto Serve lo sportello automatico»

L’appello del gruppo Città Attiva e l’intervento della consigliera regionale Pigoni «Si trovi una soluzione, occorre che i servizi siano garantiti in modo adeguato»

SCANDIANO. Ancora file alle poste di Arceto, ancora richieste dell’installazione di un Postamat. Nei giorni scorsi l’ufficio postale arcetano, nel centro della principale frazione scandianese, ha registrato, come già nelle settimane precedenti, un’affluenza massiccia con la creazione di discrete colonne nel cortile, visto che gli spazi della filiale sono inevitabilmente ridotti per via delle restrizioni sanitarie.

La situazione, non particolarmente piacevole per chi è rimasto fermo al freddo quasi un’ora, ha portato a un nuovo appello da parte del gruppo Scandiano Città Attiva, che già diverse volte ha richiesto che alle Poste di Arceto venga montato un Postamat, grazie a cui qualsiasi utente può prelevare contanti autonomamente, usando la propria scheda digitale e senza doversi recare obbligatoriamente allo sportello.


«Nel nostro paese ci sono tante persone anziane, e molte di loro tradizionalmente mettono in posta buona parte dei propri risparmi. E soprattutto, ritirano in posta la loro pensione mensile. Adesso che con l’emergenza si formano lunghe code e si deve stare fuori, la situazione è ancora meno agevole. Se ci fosse un Postamat, tanti potrebbero ritirare la pensione direttamente lì, quelli sono i giorni in cui c’è più affollamento e più coda», avevano ricordato.

Arceto, al centro di una zona ricca di collegamenti, è vicina ai due uffici postali di Scandiano capoluogo così come a quelli di Casalgrande e Sant’Antonino, ma per chi non può viaggiare in auto il problema rimane.

Le poste sono un tema caldo a Scandiano, da tempo vi sono segnalazioni per la presenza di due soli presidi, ad Arceto e nel capoluogo, in via Tognoli, dove le file sono una costante dal mattino sino al pomeriggio.

Una situazione peggiorata dalla pandemia, che da un lato costringe a contingentare gli ingressi e allo stesso tempo rende difficile creare file in cui si rispetta la distanza e soprattutto espone gli utenti alle condizioni meteo, nei giorni di pioggia e di vento freddo così come in quelli del sole battente. Sono state inoltrate diverse richieste per un potenziamento del servizio o almeno perché vengano sistemate delle tende o delle strutture protettive.

«Siamo sicuramente consapevoli delle difficoltà affrontate da Poste Italiane in questi mesi per garantire a tutti condizioni di sicurezza, ma deve essere trovata una soluzione. Auspichiamo che il percorso di normalizzazione del servizio postale si possa completare in tempi rapidi, coinvolgendo tutti i comuni e le frazioni. Occorre che i servizi siano garantiti ai cittadini in modo puntuale e adeguato, ovunque essi risiedano», chiede la consigliera regionale Giulia Pigoni (gruppo Bonaccini presidente) sollecitando un intervento con la direzione delle Poste. —

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