"Soffiate" sui controlli per il lockdown, denunciata una dirigente comunale

Con le sue rivelazioni ha aiutato una parrucchiera a lavorare anche se non poteva, multata anche l'amica

COMPRENSORIO CERAMICHE. Esercitava la professione di parrucchiera nel suo negozio nonostante non potesse aprire l’attività alla luce degli orientamenti normativi dei dpcm emanati a marzo di quest’anno in occasione del primo lockdown. Ciò avveniva, stando alle risultanze investigative dei carabinieri della Tenenza di Scandiano, grazie all’aiuto di una compiacente dirigente comunale che “soffiava” i paventati controlli da parte delle forze di polizia che all’arrivo trovavano regolarmente chiusa l’attivo. 
 
Per questo motivo con l’accusa di rivelazione del segreto d’ufficio i carabinieri della Tenenza di Scandiano hanno denunciato una 50enne reggiana. Oltre che multare la parrucchiera per 400 euro dovuti alla violazione della normativa anti Covid.
 
L’indagine ha avuto inizio da una segnalazione che indicava un’anomalia nella conduzione di un esercizio pubblico di parrucchiera laddove invece di rispettare i dettami del lockdown in corso si esercitava liberamente la professione. 
 
Gli accertamenti consequenziali alla notizia inizialmente non hanno portato a riscontri. Tuttavia da approfondimenti e indagini anche di natura tecnica attivate dall’Arma scandianese che hanno potuto accertare che, almeno in un controllo di polizia, l’attività era stata trovata chiusa sebbene prima dell’attività degli operanti era aperta. Ciò in ragione della soffiata ricevuta. Di qui la denuncia della dirigente comunale.