«Alluvione, le responsabilità non si limitano ai tecnici Aipo»

Il sindaco durante la cerimonia che ha ricordato gli eventi di tre anni fa a Lentigione

BRESCELLO. A tre anni dall’esondazione dell’Enza, ieri mattina in piazza a Lentigione si è svolto un breve momento in ricordo di quell’evento che ha colpito nel profondo la frazione brescellese e i suoi abitanti. A parlare ai cittadini, la sindaca di Brescello, Elena Benassi; il presidente del Comitato cittadino alluvione Lentigione, Edmondo Spaggiari; il nuovo parroco, don Giancarlo Minotta. La ricorrenza ha preceduto di poche ore l’udienza preliminare che si terrà domani mattina in tribunale a Reggio Emilia nell’ambito del processo che mira ad accertare le responsabilità del disastro.

Le tre persone coinvolte – tutte di Aipo – sono accusate di inondazione colposa in concorso. Si tratta dei dirigenti Mirella Vergnani e Massimo Valente e del tecnico Luca Zilli, ai quali si attribuisce la sottovalutazione dell’evento e la mancata adozione delle necessarie contromisure.


Ieri Spaggiari ha aperto illustrando l’esito della videoconferenza alla quale ha preso parte venerdì sera – assieme alla sindaca – con l’assessore regionale all’Ambiente Irene Priolo, rappresentanti di Aipo e Protezione civile. «Ci è stato confermato che lo studio presentato nel 2019 è fattibile – ha detto –. Esso verterà su tre punti principali: lo spostamento delle arginature dove possibile, sia sulla sponda reggiana che su quella parmigiana, in modo da ampliare la cubatura degli argini; la rimozione della terra dalle golene per evitarne l’accumulo e concedere così più spazio all’acqua e, infine, la continua pulizia dell’alveo. Per quanto riguarda i risarcimenti, è terminato il deposito di tutte le fatture, e possiamo dire che è stata coperta buona parte delle richieste».

«Abbiamo voluto celebrare qui questo momento e non altrove – ha aggiunto la sindaca Elena Benassi – perché la piazza è il luogo simbolo di Lentigione. Tante cose sono state fatte, ma altre rimangono da fare. La frazione è ripartita grazie alla comunità e agli imprenditori, però resta ancora da lavorare sull’aspetto della socialità. Siamo in attesa di vedere conclusi i lavori al centro sociale, mentre ci sono stati diversi interventi sugli asfalti e anche all’ex Casa del fascio che, una volta riqualificata del tutto, potrà ospitare attività commerciali o sociali. In merito al processo, credo che la comunità brescellese meriti un risarcimento anche morale per tutto quello che ha subìto, e ribadisco: il perimetro delle responsabilità è ampio, non si limita solo ai tecnici di Aipo. Il nostro impegno sul controllo del territorio, come avvenuto nella settimana scorsa in occasione della piena dell’Enza, sarà massimo. Ne approfitto per ringraziare la protezione civile brescellese, impegnata sia qui che nel Modenese».

Infine il parroco di Brescello e Boretto, don Giancarlo Minotta. «Per me questa è una bella giornata – ha spiegato – perché se anche ricordiamo un evento infausto, posso toccare con mano che qui c’è stato tanto lavoro e i frutti si vedono. Con le relazioni, la solidarietà e la comunione, vi siete rialzati da un momento difficile e ne siete usciti più uniti». —

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