«Se Bpm chiude, potenzieremo le Poste»

Rabbia e preoccupazione da parte del presidente della municipalità, Cagnoli: «Aperte tutti i giorni e con nuovi Postamat»

VENTASSO. «La chiusura della banca di Ligonchio? Proveremo a insistere con l’istituto, ma è una realtà privata, è difficile incidere. Cercheremo invece di potenziare il servizio delle Poste a Ligonchio e a Cinquecerri».

Luca Marco Cagnoli conosce bene il territorio ligonchiese, dove è nato e vive e dove da decenni è impegnato come amministratore. Prima come assessore del Comune, ora come presidente della municipalità, una delle quattro che compone il Comune di Ventasso dopo la fusione con Busana, Collagna e Ramiseto.


Ora si trova ad affrontare un’altra diminuzione dei servizi non da poco con la chiusura della filiale del Banco Bpm, erede del Banco San Geminiano San Prospero presente dagli anni ’50. Uno riferimento storico anche per diversi abitanti del versante toscano di Sillano peraltro, e l’unica banca presente fra paese e frazioni.

Da giugno anche la Bpm, che oggi apre quattro giorni a settimana e conta su due operatori fissi, dovrebbe sospendere l’attività, come annunciato a diversi correntisti. I clienti dovrebbero spostarsi di decine di chilometri, a Collagna e Castelnovo Monti, per trovare altre filiali. In un momento in cui tante grandi realtà si stanno riorganizzando e puntano sempre più sui servizi via internet, i punti più lontani dai flussi rischiano di saltare per primi.

Un problema non da poco per molti utenti, soprattutto quelli di età avanzata che difficilmente utilizzeranno i servizi digitali di home banking, oltre che una botta non da poco all’umore collettivo. Per una realtà come Ligonchio, perdere la banca è perdere un’altra parte di identità e di autonomia.

Le preoccupazioni sono tante, difficile però che lo scenario cambi. Per assorbire l’impatto, la municipalità di Ligonchio e il Comune puntano sulle Poste. «La banca è una realtà privata, se ha preso una decisione non è detto che cambi idea, anche se stiamo facendo pressioni in questo senso», racconta Cagnoli.

«Puntiamo piuttosto a chiedere un potenziamento delle Poste, degli uffici di Ligonchio e di Cinquecerri, oggi aperti solo qualche giorno a settimana. Chiederemo che l’ufficio di Ligonchio venga aperto tutti i giorni e che anche a Cinquecerri ci sia un ampliamento, e faremo richiesta perché vengano anche installati due Postamat, con cui si possono fare prelievi ma anche molte altre operazioni», spiega.

Le Poste, pur formalmente una società privata, sono a maggioranza statale e il dialogo con le istituzioni è ovviamente più semplice. Con un allargamento degli orari di accesso e le postazioni Postamat, molto simili come funzionalità a quelle dei classici bancomat Atm, si potrebbe quantomeno garantire una presenza per gli abitanti della zona, anche pensando al ritiro delle pensioni per i tanti anziani residenti fra borghi e paesi.

«Già in passato, per evitare la chiusura dello sportello, molte persone spostarono il loro conto alle Poste di Cinquecerri, che ora conta su molti correntisti. Puntiamo ad ottenere il potenziamento delle Poste così le persone potranno appoggiarsi ai due uffici per i loro conti e le loro necessità. Difficile fare diversamente, e non è che nel resto del Crinale le cose vadano molto meglio, altre filiali bancarie hanno chiuso e altrove si parla di lasciare solo le casse automatiche», conclude Cagnoli. —

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