Subappalti e mazzette a Milano chiesto il giudizio per i soci Ivm

La sede Ivm a Rubiera

Rubiera, concluse le indagini sul sistema di tangenti gestito dal dirigente Atm Paolo Bellini che in giugno ha portato agli arresti tredici persone. Il pm ha chiesto l’immediato

RUBIERA. Mazzette e lavori in subappalto per i dirigenti dell’impresa Ivm Srl di via Salvaterra 27 a Rubiera, messa in liquidazione, trasformata in Mad System, senza che il sistema corruttivo subisse pause. È arrivata a conclusione l’inchiesta della procura milanese sul «sistema» di tangenti e appalti truccati per i lavori di manutenzione e innovazione delle linee della metro del capoluogo lombardo che nel giungo scorso aveva portato a 13 arresti, di cui 11 in carcere – ora in gran parte trasformati in domiciliari – con le accuse a vario titolo di associazione per delinquere, corruzione e turbativa d’asta e altri reati minori. Il pm Giovanni Polizzi, dopo un incidente probatorio, ha chiesto il giudizio immediato per gli indagati e ora la parola passerà al gip Roberto Crepaldi.

L’indagine della Guardia di finanza ha avuto, come cardine, gli affari – registrati in migliaia di intercettazioni– dell’ex dirigente Atm (l’azienda dei trasporti di Milano) Paolo Bellini, 55 anni, originario di Suzzara, responsabile dell’Unità amministrativa tecnica complessa sugli impianti di segnalazione e automazione delle linee della metro di Milano 1, 2, 3 e 5; Sergio Vitale, 59 anni, originario di Casoria, in provinciale di Napoli, residente a Rubiera, amministratore unico di Ivm; Domenico Benedetto, anche lui 59 anni, originario di Bucciano (Belluno), dove risiede tutt’ora, responsabile commerciale della società reggiana, che operava nel settore ferroviario e metropolitano. Per loro è stato chiesto il giudizio immediato, assieme a Stefano Crippa – dipendente (sospeso) dell’Azienda trasporti milanesi e stretto collaboratore di Bellini, il quale il 17 luglio scorso ha spiegato al pm che «Bellini spesse volte si faceva vanto di avere creato la società Ivm per lucrare sugli appalti di Atm, in particolare, indirizzando gli aggiudicatari delle gare su questa società» – e a diversi manager tra i quali Carmine D’Apice, dipendente di Engineering Informatica, Federico Carpita e Paolo Alberti, rispettivamente ex sales manager di Alstom Ferroviaria e manager (sospeso) sempre di Alstom.

Secondo l’accusa, Bellini avrebbe pilotato almeno otto gare pubbliche di Atm tra il 2018 e il 2019, tra cui quella da oltre 100 milioni suun nuovo sistema di segnalamento per la linea verde. Tutto in cambio di “stecche” e lavori in subappalto per Ivm e Mad System, di cui era socio occulto. Ed erano Vitale e Benedetto, secondo le risultanze delle indagini, a pagare le bollette del cellulare di Bellini (4.5000 euro), a dargli la liquidazione (10-12.000 euro) quando la Ivm ha cessato l’attività, in cambio di lavori sulle linee del metro e l’assunzione del figlio di Vitale in Atm.