Covid, 8 anziani morti da fine novembre alla casa protetta Millefiori di Novellara

Il sindaco di Novellara, Elena Carletti: «Da febbraio nel paese 500 contagiati e 15 vittime». Fantinati: «Un’altra emergenza è la carenza di personale»

NOVELLARA. «Dal momento in cui è partito il focolaio di Covid-19 alla casa protetta Millefiori, alla fine di novembre, sono otto i decessi a causa del coronavirus che ha colpito 54 dei 60 ospiti della casa protetta Millefiori».

Questo il drammatico bilancio reso noto mercoledì sera dal sindaco di Novellara Elena Carletti durante una video-diretta sulla sua pagina personale di Facebook.

Altri dati sul focolaio in corso sono stati diffusi da Cristina Fantinati, consigliere di opposizione che mercoledì sera ha partecipato a una videochiamata sul tema assieme agli altri capigruppo consiliari di Novellara e al sindaco. Videochiamata da cui «abbiamo appreso – riferisce Cristina Fantinati – che nessun anziano, purtroppo, si è negativizzato; alcuni hanno sintomi con tosse e febbre, con parametri accettabili, mentre altri sono asintomatici. In molti casi si tratta di “grandi anziani” con età over-90, molto fragili e con patologie pregresse.

L’Ausl ha mandato una task-force con strumentazione, medici e personale per fare la diagnostica in struttura. Un ulteriore decesso tra gli ospiti è avvenuto per altre cause, mentre sei deceduti erano stati ricoverati all’ospedale di Guastalla. Abbiamo appreso che esiste anche una seconda emergenza causata dalla carenza di personale, sia per i positivi al Covid-19 costretti alla quarantena, sia per la reticenza da parte di potenziali operatori di trovare impiego in una struttura dove c’è un focolaio in corso».

«Non è chiaro, infine, quanti siano gli operatori ancora positivi, neppure quali servizi gestiti dalla Millefiori siano stati sospesi o rallentati per le maggiori attenzioni rivolte alla casa protetta».

POLEMICA SUI SOCIAL
Prima delle novità emerse mercoledì, aveva suscitato aspre polemiche sui social l’assenza di informazioni pubbliche, dal 29 novembre, sull’andamento di un’emergenza sanitaria che sta coinvolgendo un’istituzione comunale, con grande preoccupazione di tutta la comunità.

Da una parte, chi sosteneva le scelte del sindaco nel mantenere il più stretto riserbo, ritenendo si trattasse sostanzialmente di fatti privati, quindi tenere la luce spenta sull’emergenza era funzionale per evitare inutili allarmismi, per tenere a freno la “morbosità” della gente, per rispettare il dolore delle persone coinvolte e per «respingere episodi di mero sciacallaggio e strumentalizzazione sulla pelle di chi soffre», come aveva scritto la sindaca Carletti.

D’altro canto, c’era chi contestava la scelta del silenzio su un tema molto sentito, sostenendo che la mancanza d’informazione su come stesse evolvendo la situazione fosse quantomeno in controtendenza con quanto avviene altrove in casi simili, dove i dati vengono comunicati giornalmente con assoluta trasparenza, pur nel totale rispetto della privacy delle persone coinvolte. In altre porole, costoro ritengono che sia un dovere di un sindaco informare la cittadinanza, dando anche notizie non belle su tutto ciò che avviene all’interno delle comunità che governano, perlopiù quando coinvolgono un’istituzione pubblica, come nel caso della Millefiori.

I DATI COMPLESSIVI
A sopire le polemiche, mercoledì sera, è arrivata la “svolta comunicativa” della sindaca, che ha diffuso anche dati complessivi dall’inizio della pandemia: «Ad oggi sono 161 le persone a Novellara positive al Covid-19. Da fine febbraio sono in tutto 500 le persone contagiate, di cui 15, purtroppo, sono decedute. Il 31% dei contagi ha coinvolto persone con età under 40, mentre il 31% ha riguardato gli over 80».