Valanga travolge due escursionisti: salvi

La coltre nevosa si stacca dal Cusna e trascina una coppia per un centinaio di metri. All’ospedale ma solo per controlli

VILLA MINOZZO. Sommersi da una marea bianca. Si è conclusa con un enorme spavento, ma con conseguenze sanitarie tutto sommato limitate, viste le premesse, la disavventura di due escursionisti reggiani che ieri mattina hanno deciso di fare una camminata a ridosso del monte Cusna. Si tratta di una coppia di fidanzati, uomo e donna entrambi 45enni, da anni appassionati di uscite sulla neve, che hanno effettuato un giro usando la tecnica dello sci-alpinismo, nonostante le condizioni meteorologiche critiche.

Attorno al complesso montuoso si è depositato oltre un metro e mezzo di neve, pesante e ancora poco stabile, che rende complicatissima ogni manovra anche per persone esperte. I due hanno deciso quindi di ridiscendere dalla zona, interamente imbiancata, sino al bosco, in cui la presenza degli alberi avrebbe reso più agevole il rientro. Alle 10.30 circa, quando si trovavano nella zona dei Pianelli, a circa 1.700 metri di altitudine, una grande valanga si è staccata dal versante superiore ed è scivolata a valle sino all’area boschiva, travolgendo la coppia di escursionisti. I due sono stati trascinati dall’enorme massa nevosa, fermandosi solo dopo un centinaio di metri di bruschissimo viaggio. Per loro fortuna, non hanno riportato traumi né fratture. Inoltre, non sono mai stati completamente ricoperti dalla neve, riuscendo a respirare. I soccorsi sono stati immediati; in zona c’erano altri due scialpinisti, due operatori del Soccorso Alpino fuori servizio, a loro volta attirati dalla neve fresca. I due feriti sono stati subito estratti da ciò che restava della valanga e portati verso Febbio per le prime cure. Dopo di che i due sono stati trasferiti all’ospedale di Castelnovo per esami più approfonditi.

Ieri i carabinieri di Collagna sono intervenuti per assistere gli automobilisti diretti al Cerreto. Sono stati controllati tutti coloro che accedevano alle piste (chiuse come dal Dpcm) al fine di verificare il possesso di Artva (apparecchio di ricerca in valanga), pala e sonda, considerato il rischio valanghe 5. Verificato anche il distanziamento e l’assembramento delle persone. —

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