Niente più banca a Ligonchio La filiale Bpm chiude nel 2021

Nella logica dell’ottimizzazione dei costi cala la scure sullo sportello storico Le alternative sono a molti chilometri di distanza: a Collagna e Castelnovo Monti

VENTASSO

A meno di un cambio di direzione a oggi non in programma, dal giugno 2021 la filiale ligonchiese del Banco BPM, erede del vecchio Banco San Geminiano e San Prospero presente sin dagli anni ‘50, chiuderà i battenti. Le altre due sedi più vicine, o meno lontane, visto che si parla di Collagna e Castelnovo Monti, sono distanti alcune decine di chilometri.


Sistemata lungo la strada principale a fianco del ristorante del Lago, della farmacia e della sede municipale, la banca è uno dei principali riferimenti pubblici assieme alle Poste e serve un territorio vastissimo, anche se poco popolato, e per un periodo era molto usata anche dai cugini toscani del Comune lucchese di Sillano in Garfagnana.

La chiusura delle attività, annunciata per ora ad alcuni clienti e agli amministratori locali, sta generando grande preoccupazione nei residenti, in una popolazione con un’età media avanzata non particolarmente avvezza ad usare i servizi digitali che oggi tutti gli istituti bancari offrono.

Peraltro, si parla di un’area di crinale in cui la copertura telefonica e la fornitura di banda internet non sono proprio costanti, né di elevatissima qualità. Molte persone anziane, per svolgere operazioni, dovrebbero spostarsi verso le altre filiali del Banco BPM. Un’alternativa in presenza, per chi non voglia o non possa usare il cosiddetto home banking, non esiste.

Non è chiaro se rimarrà presente una postazione Atm, i bancomat evoluti che permettono di compiere diverse manovre, ma si torna sempre alla questione di base. Chi non è abituato alle soluzioni tecnologiche, resterebbe comunque isolato.

Come tutte le agenzie, da marzo anche quella di Ligonchio ha ridotto gli orari di apertura al pubblico e cambiato le modalità di accesso, oggi funziona regolarmente come cassa quattro mattine a settimana a cui aggiungere le consulenze pomeridiane.

Gli addetti stabili sono due. Non è certo l’unico caso di riduzione del servizio in un Appennino sempre meno abitato. E in cui i conti correnti accesi sono in calo. Molti residenti che durante la settimana viaggiano o risiedono altrove hanno aperto le loro posizioni in filiali più comode per le loro esigenze quotidiane, le imprese presenti sono poche e il flusso si sta riducendo progressivamente. Da lì, in un’ottica di contenimento costi, le scelte di chiusura o di aperture parziali. Rimane il tema del presidio del territorio, e su questo – e sulle pressioni che il pubblico e il privato proveranno ad esercitare – si appoggiano le speranze di un passo indietro. —

Adr.Ar.

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