Morte del piccolo Youness, slitta l’autopsia. Il papà: «Un dolore che non guarirà mai»

Reggio Emilia, l’avvocato della famiglia: «I genitori sono distrutti». Il legale dell’investitore: «Il mio assistito è un uomo affranto» 

REGGIO EMILIA. «È troppo dura, vorrei dimenticare ma non riesco. Non riesco a capire cosa è saltato in testa a mio figlio quel giorno». Mustafa Lakhdar, il papà del dodicenne Youness travolto e ucciso da un furgone sulla via Emilia a Cella venerdì scorso, ha voluto esprimere il suo ringraziamento alle numerose persone che, in questi giorni, hanno fatto le condoglianze alla famiglia.



«Non faccio altro che rispondere al telefono. Grazie ai miei amici, grazie all’intera Cavriago, grazie ai parenti in Marocco, che purtroppo non potranno partecipare al funerale a causa del Covid. Le esequie si terranno con rito musulmano e Youness sarà seppellito qui. Mio figlio lo tengo vicino a me». Un dolore inguaribile, quello ribadito dei genitori della piccola vittima, che a causa delle tempistiche dell’inchiesta con tutta probabilità dovranno attendere per poter dare l’ultimo saluto al figlio.

Sul fronte delle indagini per il reato di omicidio stradale la palla è passata dalla polizia municipale di Reggio Emilia al pm di turno Valentina Salvi. La famiglia marocchina si è affidata all’avvocato Maurizio Colotto, che ieri si è recato in Procura per parlare con il sostituto procuratore.

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«Ieri avrebbe dovuto essere nominato il consulente medico legale della Procura, ma il passaggio obbligato è slittato; il rinvio è la conseguenza di una mancata accettazione dell’incarico, per motivi organizzativi, da parte del consulente prescelto, perciò la dottoressa Salvi ci informerà nei prossimi giorni chi sarà il perito presente all’autopsia, che avverrà ragionevolmente alla Medicina Legale di Modena entro la settimana», ha dichiarato Colotto, che si riserva di valutare se nominare un consulente di parte.



«Sono appena stato nominato di fiducia dai familiari, stiamo facendo le nostre valutazioni. I genitori di Youness sono distrutti: sono persone serie e misurate, più concentrati sul dolore che su qualsiasi altra considerazione, che al momento d’altronde sarebbe prematura. Padre e madre confidano nell’accertamento delle responsabilità da parte degli organi competenti».

Uscito dalla Procura, l’avvocato Colotto si è recato di persona sul luogo dell’incidente per eseguire un accurato sopralluogo.

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Anche il conducente del furgone, un 34enne ucraino dipendente di un’azienda locale che stava rientrando in ditta dopo una commissione di lavoro, viene descritto dal suo legale come sconvolto.

«Il mio assistito è assolutamente turbato per quanto accaduto. È un uomo affranto, si è visto morire davanti un ragazzino che avrebbe potuto essere suo figlio – ha commentato l’avvocato difensore Giovanni Zambonini –. Se il conducente avesse percepito la volontà del ragazzino di attraversare la strada avrebbe fatto manovra, ma il tutto è accaduto in pochi secondi e secondo le dichiarazioni dell’autista non ha potuto evitarlo. Siamo – conclude l’avvocato – in una fase troppo embrionale di questa terribile vicenda, vedremo quale sarà lo sviluppo che emergerà dall’autopsia». —