«Foibe, atrocità da condannare, ma si tuteli la ricerca su Norma Cossetto»

Reggio Emilia, il presidente provinciale dell’Anpi Ermete Fiaccadori: «Sbagliato alimentare strumentalismi e vecchie ideologie»

REGGIO EMILIA. L’Anpi reggiana ha organizzato negli ultimi anni tre iniziative sul tema del confine Italo–Sloveno e le foibe partendo dalla illustrazione del documento dell’associazione nazionale e dal documento della commissione governativa italo – slovena del 2000 che avrebbe dovuto costituire la base per le relazioni fra i due Stati. Per parte sua l’Anpi reggiana ha superato antiche rimozioni e vecchi pregiudizi uscendo da un punto di vista strettamente nazionale. Va ricordato che quella era una zona mista con varie culture e tradizioni sia italiane, che slovene e croate di cui è necessario tenere conto.

È necessario inquadrare gli atti di cui si sono, talvolta, macchiati i partigiani jugoslavi dall’appropriato contesto storico e dal violento processo di snazionalizzazione degli slavi, iniziato subito dopo la fine della prima guerra mondiale (eliminate tutte le istituzioni slovene e croate, divieto di uso e insegnamento della loro lingua, soppressione delle associazioni, messa fuori legge dei partiti e della stampa locale), e aggravatosi col regime fascista che colpì anche il clero della zona.


Sappiamo che le violenze e le atrocità commesse da reparti della resistenza Jugoslavi sono fatti da condannare senza esitazioni. Tra questi la vicenda delle foibe. Tutti fatti che sono maturati in un contesto geo-politico che aveva già visto, durante la occupazione italiana e tedesca di questi territori, analoghe violenze e atrocità colpevolmente nascoste.

Nessun cedimento a qualsiasi tesi giustificazionista a quanto è successo ma la esigenza di conoscere e capire. Nessuno spazio a strumentalismi di parte derivanti da antichi e nuovi pregiudizi che hanno determinato per tanti anni il completo silenzio, anche per il cambiato contesto politico internazionale, da tutte le parti in causa.

L’Anpi non intende rincorrere polemiche vecchie o nuove ma esprime una posizione alla luce anche degli studi e approfondimenti fatti in questi anni (acquisizione di nuovi documenti Usa e inglesi) e intende mettere al bando vecchie chiusure ideologiche che hanno alimentato polemiche e strumentalismi di parte per tanti anni .

Avere per decenni escluso dalla memoria collettiva quelle tragedie è stato un comportamento grave ben maggiore di un semplice errore.

La legge n. 92/2004 prevede per il 10 febbraio il giorno del ricordo. All’articolo 1 prevede di “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, dei fiumani e dei dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”.

Sottolineiamo che la trattazione “della più complessa vicenda del confine orientale” viene sistematicamente ignorata in molte occasioni commemorative del giorno del ricordo. Tutto ciò non mette in discussione, come alcune parti implicitamente vorrebbero, lo straordinario e decisivo contributo che i movimenti partigiani, compreso quello jugoslavo, hanno dato a sconfiggere il nazismo e il fascismo creando le condizioni per l’avvento della democrazia e della libertà.

A proposito della polemica per la richiesta di verificare e approfondire le notizie sulle vicende storiche di Norma Cossetto da parte della commissione toponomastica del comune di Reggio Emilia la presidenza dell’Anpi reggiana dichiara: la richiesta di conoscere la documentazione dei fatti che hanno portato al riconoscimento della medaglia alla sua memoria è coerente con le limitate e parziali conoscenze disponibili e con il ruolo di consulenza della commissione; la ricerca storiografica non può essere condizionata da verità ufficiali diffuse o imposte dallo Stato e dalle istituzioni; la libertà di ricerca va fondata sull'onestà intellettuale, sulla contestualizzazione ampia degli eventi, sull’utilizzo critico di fonti verificabili. Per le ragioni suddette l’Anpi reggiana esprime solidarietà ai ricercatori che in questi giorni hanno ricevuto attacchi ingiustificati e scomposti per il loro impegno per la verità e la correttezza storica. —

Presidente Anpi Reggio Emilia

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