In montagna riparte il mercato delle case: «Nuove scelte di vita»

Castelnovo Monti, i contributi ai lavori e la spinta allo smart working aiutano. Gli immobiliaristi più cauti: «Vedremo meglio tra un anno»

CASTELNOVO MONTI. Più gettonato l’acquisto di seconde case rispetto a quelle per viverci tutto l’anno, trasferendosi definitivamente dalla pianura alla montagna. Ma l’inversione di tendenza c’è, è aumentato l’appeal dell’Appenino reggiano, il mercato immobiliare dopo anni di stasi quasi totale, si muove e non è solo questione di Covid. «Perché la tendenza ad abitare dove la qualità della vita è più alta, esiste ormai da un paio di anni».

Parola di immobiliaristi della montagna, da Ventasso fino a Casina, che in questo ultimo anno hanno fatto fronte a una valanga di richieste di affitti estivi, tanto da arrivare al sold out, e ora affrontano una domanda di acquisto col segno più, trainata dal super bonus del governo per le ristrutturazioni e dall’incentivo del bando regionale montagna che finanzia con un massimo di 30.000 euro chi acquista o ristruttura, a fronte però di un offerta di immobili decisamente scarsa. Ma questa è un’altra storia.

«Anche se mi piacerebbe dirlo – spiega Cristina Zampolini, titolare di tre agenzie immobiliari, una a Cerreto, la seconda a Collagna e l’ultima a Castelnovo Monti – l’esodo verso l’Appennino ancora non c’è, ma di sicuro qualcosa si sta muovendo. Da un lato perché in montagna si sta bene e dall’altro perché il costo delle case, dopo almeno cinque anni di sofferenza, è calato del 30-35% e rappresenta oggi un ottimo investimento». Ma i segnali per parlare di nuove scelte di vita ci sono: perché chi compra non lo fa solo per risiedere. È il caso di un gruppetto di amici che ha acquistato una grande villa a Felina con terra attorno che si trasformerà nella loro fonte di reddito: un agriturismo. O il caso di un altro gruppo di giovani che sta trattando un intero borgo a Casina, ora abbandonato, per trasferivi le famiglie e ripopolarlo. Come è accaduto in altri casi e in altre montagne, ma per la scelta, spesso, di nuclei di stranieri.

Di sicuro, chi cerca la montagna vuole una sistemazione “solitaria”, come conferma Mattia Silvestri, geometra, immobiliaristi di Villa Minozzo, il paese dell’Appennino più richiesto dal “bando montagna”, con 20 domande di acquisto di case su un totale di 70 pratiche licenziate su Reggio. «Il mercato – spiega – si sta muovendo anche se nella nostra zona la stagione estiva non è andata benissimo. Chi compra vuole una casa o una porzione di casa singola e con giardino, terra o cortile attorno. E fanno bene perché chi viene a vivere qui vuole libertà, ritmi più lenti, ambiente sano».

Qualche dubbio sulla solidità dell’inversione di tendenza lo esprime il geometra, immobiliarista Giampaolo Bonini, con studio a Carpineti. «A mio giudizio – spiega – bisognerà aspettare almeno un anno per capire bene se il mercato immobiliare della montagna sia effettivamente in ripresa. Il super bonus del governo che copre, anche se un in iter complesso, la ristrutturazione degli immobili ha incentivato gli acquisti, quindi qualcosa si muove ma ci vuole ancora molta cautela».

Di ripresa che rischia di «essere fasulla» parla Romina Bertani, immobiliarista di Casina. «Siamo di fronte a un cambiamento epocale provocato dal Covid e in questa fase di instabilità la gente corre a ripari, e cerca sicurezze. Per questo viene in montagna. Ma senza una strategia complessiva grazie alla quale si possano creare occasioni di acquisto in un mercato povero di offerta, si rischia il fallimento».

E di necessità di sviluppare i servizi parla Luca Delrio, immobiliarista di Castelnovo Monti. «La voglia di tornare a vivere in luoghi più sani e di aumentare la qualità della vita è evidente. E in questa fase lo smart working sta aiutando. Il fatto è che per soddisfare la richiesta di una vita nuova le case non bastano. Ci vogliono le infrastrutture buone e lo sviluppo della rete digitale». —

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