Qualità della vita, Reggio Emilia precipita in 38esima posizione

A dirlo è l’analisi dell’università La Sapienza commissionata da Italia Oggi. Sicurezza sociale: dal nono al 95esimo posto 

REGGIO EMILIA. Legambiente e Il Sole 24 Ore ci avevano inorgogliti facendo salire Reggio Emilia al quinto posto, fra le città italiane, nella classifica dell'ecosistema urbano. A meno di un mese di distanza arriva la doccia fredda di Italia Oggi che, riportando la dettagliatissima analisi dell'università La Sapienza di Roma, ci precipita dalla 25esima alla 38esima posizione rispetto alla qualità della vita che si gode nelle 107 province della penisola e nei relativi capoluoghi. L'abissale differenza di queste annuali graduatorie dipende non tanto dall’oggetto dell'indagine, che è abbastanza simile, quanto dalla scelta dei parametri di giudizio.



Legambiente li individua in 18 indicatori di carattere ecologico, mentre La Sapienza prende in considerazione anche gli altri aspetti del benessere esistenziale, compilando una novantina di classifiche analitiche raggruppate in nove graduatorie parziali. I risultati sono difficilmente comparabili. Legambiente colloca in vetta Trento, seguita da Mantova, Pordenone, Bolzano e Reggio Emilia. Italia Oggi condivide tale apprezzamento solo per Pordenone e Trento, rispettivamente prima e seconda, che precedono nell'ordine Vicenza, Padova e Ascoli Piceno. Rispetto all'anno scorso le prime due si sono scambiate le posizioni. Anche Italia Oggi mette nella parte alta le province del centro-nord, ma con diverse eccezioni, anche di territori limitrofi. Monza-Brianza, ad esempio, è quindicesima, Milano 45esima e Lodi soltanto 80esima.

L'Emilia-Romagna non brilla, subendo anzi diversi arretramenti. Bologna scende dal 13esimo al 27esimo posto, Forlì-Cesena dal 21esimo al 29esimo, Modena dal 15esimo al 34esimo, Parma dal 20esimo al 39esimo, Rimini dal 60esimo al 68esimo, Piacenza addirittura dal 32esimo al 73esimo. Ferrara è 46esima, Ravenna 51esima.

Reggio Emilia si distingue principalmente per il reddito e la ricchezza. Sotto questo profilo balza dalla 42esima alla decima posizione. In quest'ambito mostra indicatori lusinghieri. È decima per il reddito pro capite (22.364 euro), settima per la retribuzione media dei lavoratori dipendenti (25.106 euro), ventesima per il patrimonio pro capite (195.940 euro), nona per la variazione annua dei prezzi. Lo stesso dicasi per “affari e lavoro”, dove la nostra provincia è settima, grazie all'alto tasso di occupazione (70,25%) e alla bassa disoccupazione (4,03%). Fin qui niente di imprevisto.

Ciò che più sorprende, invece, è la pessima valutazione di prerogative che consideravamo indiscutibili. Nella sicurezza sociale precipitiamo dal nono al 95esimo posto anche a causa del Covid 19, che ha infierito sul nostro territorio, collocandolo all'89esimo posto con 20,74 casi ogni mille abitanti. Incidono molto gli infortuni sul lavoro (104esima posizione), i reati sessuali su minori (94esima), i trattamenti sanitari obbligatori (103esima) e i suicidi (80esima). Stupisce meno la situazione dei reati e della sicurezza, calata dal 40esimo al 62esimo posto, in particolare per i furti (90esimo), i furti in appartamento (80esimo) le rapine in banche e uffici postali (89esimo). —