Contro gli “haters” della rete uno striscione con 10 regole

SCANDIANO. Dieci regole per comportarsi con rispetto su internet. Sono scritte sullo striscione che è stato affisso davanti al municipio. Un “Manifesto della comunicazione non ostile” in rete sistemato nei giorni scorsi sulla facciata della sede municipale di corso Vallisneri, grazie al lavoro del vicesindaco Elisa Davoli e di diverse associazioni e sindacati che si sono messi al lavoro per contenere le esternazioni degli “haters”. È il risultato della scelta votata all’unanimità dal consiglio comunale a settembre per aderire al Manifesto elaborato dall’associazione “Parole ostili” di Trieste. L’iniziativa fa arte del cartellone di attività programmate per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Di cosa si tratta? Il manifesto è «una carta che elenca dieci principi utili a migliorare lo stile e il comportamento di chi sta in Rete, un impegno di responsabilità condivisa che vuole favorire comportamenti rispettosi e civili affinché la Rete diventi un luogo accogliente e sicuro per tutti. Si tratta di un lavoro di partecipazione collettiva a cui hanno contribuito esperti della comunicazione, del marketing, del giornalismo e utenti e appassionati della Rete» spiega Davoli.


I dieci principi danno indicazioni concrete. Eccole: 1) Virtuale è reale: dico e scrivo in rete solo cose che ho il coraggio di dire di persona; 2) si è ciò che si comunica: le parole che scelgo raccontano la persona che sono: mi rappresentano; 3) le parole danno forma al pensiero: mi prendo tutto il tempo necessario a esprimere al meglio quel che penso; 4) prima di parlare bisogna ascoltare: nessuno ha sempre ragione, neanche io; 5) le parole sono un ponte: scelgo le parole per comprendere, farmi capire, avvicinarmi agli altri; 6) le parole hanno conseguenze: so che ogni mia parola può avere conseguenze, piccole o grandi; 7) condividere è una responsabilità: condivido testi e immagini solo dopo averli letti, valutati, compresi; 8) le idee si possono discutere: le persone si devono rispettare. Non trasformo chi sostiene opinioni che non condivido in un nemico da annientare; 9) gli insulti non sono argomenti: non accetto insulti e aggressività, nemmeno a favore della mia tesi; 10) anche il silenzio comunica: quando la scelta migliore è tacere, taccio. —

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