La Questura e i tre poliziotti indagati: «Fiducia e collaborazione con la Procura»

La Questura di Reggio Emilia

Reggio Emilia, prosegue il lavoro della Mobile, da via Dante garantiscono di essersi mossi sempre «con doverosa trasparenza»

REGGIO EMILIA. Se da un lato l’indagine che coinvolge tre poliziotti delle Volanti accusati di falso e depistaggio ha inevitabilmente turbato la questura, dall’altro al vertice di via Dante c’è fiducia e gratitudine verso la Procura per le modalità con le quali è stata condotta l’inchiesta. Una fiducia che evidentemente è ambivalente, al punto che gli approfondimenti investigativi sul caso sono stati affidati dalla magistratura alla stessa Squadra Mobile.
Un riconoscimento della capacità della polizia reggiana di saper indagare con imparzialità, anche quando deve farlo su se stessa e proprio su accuse, pesantissime, che riguardano fra le altre cose la falsificazione di verbali e la costruzione di prove per inchiodare alcuni presunti autori di rapine in zona stazione.



Reati gravi sui quali, fa sapere la Questura, «abbiamo indagato fin da subito con trasparenza e con una doverosa collaborazione con la Procura, che per questo ha a sua volta dimostrato fiducia e vicinanza alla polizia di Stato. Una collaborazione per la quale possiamo solo esprimere gratitudine». Collaborazione sì ma anche fermezza verso delle accuse che, anche se ancora tutte da dimostrare, avrebbero rischiato di macchiare la reputazione di via Dante e dei suoi agenti. «Non a caso il questore – sottolineano dagli uffici della Questura – non appena saputo delle indagini ha nell’immediatezza sospeso dal servizio, in via cautelare, i tre poliziotti coinvolti». Una sanzione disciplinare di sua competenza in quanto loro “datore di lavoro”, che probabilmente perdurerà almeno finché le indagini, e un eventuale processo, non stabiliranno con chiarezza le responsabilità degli agenti coinvolti, un sovrintendente capo e due sottoposti, un uomo e una donna, tutti delle Volanti.

A innescare le attenzioni degli inquirenti sui tre poliziotti è stata una segnalazione inviata, secondo quanto si apprende, dalla difesa di due gambiani: Njie Essa (30 anni) e Doudou Momodou Taal (21enne), con alle spalle diversi precedenti, che erano stati arrestati in via cautelare per una serie di rapine avvenute ad aprile in zona stazione. Quattro episodi in appena sei giorni, quasi tutti ai danni di donne sole.



Per fermare questa scia di violenza scattarono delle indagini serrate da parte della polizia, di cui si occuparono anche il sovrintendente capo e i due colleghi. Nel mirino della Procura i verbali di due episodi in particolare: quelli sulla rapina del 17 aprile ai danni di una 23enne, picchiata nel sottopasso di piazzale Marconi, e del 22 aprile, quando una 27enne venne percossa e derubata in piazzale Europa. Sotto accusa, in relazione a questi due fatti, le generalità di uno degli indagati in realtà diverse rispetto a quanto messo a verbale, una giacca sospetta recuperata alle Reggiane ma attribuita a uno dei gambiani e i riconoscimenti di due vittime in questura, che in realtà sarebbero avvenuti a casa delle stesse.