Reggio Emilia, poliziotti sospesi: faro sull’inchiesta lampo che fermò l’ondata di violenza in zona stazione

Il primo arresto di un gambiano era avvenuto dopo una rissa alle Reggiane che aveva portato all’identificazione di un presunto rapinatore della stazione

REGGIO EMILIA

La vicenda dei tre poliziotti indagati rimette sotto i fari la questura di Reggio, da dove non giungono commenti ufficiali all’ordinanza disposta dal giudice che sospende dalle loro funzioni gli agenti accusati di falso e depistaggio. Certo è che il questore Giuseppe Ferrari ha già preso a sua volta provvedimenti, coinvolto fin dall’inizio con i colleghi della Squadra mobile nelle indagini sui tre agenti. Sempre in queste ore il capo della procura, Marco Mescolini, avrebbe tributato un plauso per il lavoro di accertamento svolto dalla questura nelle indagini coordinate dai pm Marco Marano e Iacopo Berardi, già coinvolti in quelle sulle rapine di aprile. Nel mirino è finita la veloce inchiesta che aveva portato all’arresto a fine aprile di Dodou Momodou Taal, catturato grazie a un intervento per rissa della polizia di Stato alle ex Reggiane, dove l’irregolare era di casa.

Il 21enne, clandestino, noto alle forze dell’ordine per i suoi numerosi precedenti per reati contro il patrimonio, era stato arrestato e portato in carcere per rissa e rapina. Quello che aveva insospettito i poliziotti, che avevano interrogato “a caldo” il ferito, era che il giovane corrispondeva perfettamente alla descrizione dello straniero senza volto che nello stesso mese di aprile aveva preso di mira donne sole per rapinarle. Due settimane dopo era stato arrestato Njie Essa, 30 anni, gambiano. Secondo gli inquirenti Essa, con la complicità di altri connazionali, si era reso responsabile di rapine seriali avvenute sempre in aprile. Secondo l’attuale accusa, però, i tre agenti delle Volanti avrebbero calcato la mano sui verbali di indagine. —

E.L.T.

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