Vivere in montagna, 70 famiglie reggiane compreranno casa col bando regionale

Una veduta di Villa Minozzo

Appennino Reggiana, il presidente Bonaccini: «Rifinanziato con altri 10 milioni, per frenare lo spopolamento e far ripartire l’economia»

APPENNINI. Gli Appennini, tutti da Piacenza a Rimini, per un totale di 119 comuni, si ripopoleranno nei prossimi mesi di 341 nuovi nucleo familiari. Di questi 70 – il numero più alto di tutte le province emiliano romagnole – hanno scelto la montagna reggiana, da Castelnovo Monti fino a Ventasso, passando per Baiso, Carpineti, Vetto, Toano e Casina.

Bando montagna. È l’effetto “bando montagna” della Regione che già nello scorso maggio, in pieno lockdown, ha messo a disposizione delle giovani coppie, meglio se con figli, e con premialità per le zone del Crinale dove lo spopolamento è stato più forte, dieci milioni di euro per l’acquisto o la ristrutturazione di una casa.E la risposta c’è stata, immediata, forse anche inaspettata e comunque «dovuta anche – per dirla con le parole del presidente Stefano Bonaccini – alla tragedia che stiamo vivendo e che ha portato alla ricerca di spazi aperti che garantiscono il distanziamento e di una qualità di aria migliore per una vita più sana». Una tendenza che è stata evidente durante l’estate, con un “sold out” generalizzato in tutta la montagna.


Al bando sulle case in Appennino hanno risposto, chiedendo informazioni via mail, 3.500 famiglie. Di queste 2.310 sono risultate ammissibili ed è stata creata una sorta di lunga lista di attesa.«Con i primi dieci milioni – spiega l’assessore regionale alla Montagna e alla pianificazione territoriale, Barbara Lori – abbiamo dato risposte concrete ai primi 341 nuclei, ma il nostro obiettivo è proseguire. Per questo la Regione, nel Bilancio di previsione 2021, ha stanziato altri 10 milioni di euro e così farà fino alla fine della legislatura. Si tratta di un volano per far ripartire da un lato l’economia e dall’altro il territorio».

Stop spopolamento. «Sono risultati – afferma Bonaccini – che hanno superato ogni più rosea aspettativa e che dimostrano che abbiamo, evidentemente, centrato una richiesta che era rimasta, fino a ora, sotto traccia. Ora il “carburante” raddoppierà e con circa 30.000 euro in media di cofinanziamento per le nuove case, contribuiremo al ripopolamento della montagna». Bonaccini ha anche confermato il taglio dell’Irap alle imprese e alle attività (24 milioni di euro) e investimenti sul digitale.

Il tema dello spopolamento è caro anche all’assessore Lori: «La riscoperta della montagna va sostenuta e messa a valore. Con il bando sono due gli obiettivi che vogliamo raggiungere: fermare lo spopolamento, visto anche che l’80 per cento di nuove famiglie che vivrà in montagna ha bambini e promuovere il settore edile locale senza consumo di nuovo territorio». «Il 93% delle domande finanziate, infatti, utilizzerà imprese medio-piccole del territorio per i lavori di costruzione o di ristrutturazione. Inoltre – conclude – sarà possibile utilizzare anche il super bonus del governo per i lavori edili».

Le nuove famiglie. Ma qual’è l’identikit delle nuove famiglie dell’Appennino? Giovani: almeno uno dei due componenti non deve superare i 40 anni di età (la media è di 32 e mezzo) e l’80 per cento delle famiglie ha bambini; il 14% è rappresentato da nuclei monoparentali (genitore e figli) e il 6% da sigle. Il nucleo deve avere la residenza in Emilia Romagna o deve lavorare sul territorio regionale e deve avere un Isee non superiore di 50.000 euro se il nucleo familiare è già formato e 60.000 se invece è ancora da formare. Inoltre le nuove famiglie, appunto per bloccare gli esodi e garantire le basi di uno sviluppo sociale ed economico dei territori fino a oggi depressi, avrà l’obbligo di residenza nel Comune montano per cinque anni, residenza da prende entro sei mesi la sottoscrizione del contratto di acquisto. Molte le famiglie che hanno aderito al bando e che già abitano in montagna, perché un componente, il più giovane, vuole proseguire la vita in Appennino ma creando la propria famiglia. Numerose però anche le persone che hanno deciso di cambiare vita e hanno scelto di trasferirsi dalla città alla montagna. Delle 341 domande accettate 166 riguardano l’acquisto di case, pari al 49% del totale, 66 (pari al 18%)la ristrutturazione spesso di immobili di valore storico e 122 prevedono un mxi di acquisto e di ristrutturazione (pari al 33%).

I soldi. Per quanto concerne la prima tranche del bando montagna, la liquidazione dei contributi partirà dalla fine di gennaio 2021, dopo la rendicontazione