Dogo, il Comune sborsa oltre 6mila euro per i cani

Uno degli argwentini al centro della contesa

Castelnovo Sotto, servono per le cure a due malati e la custodia di quelli lasciati in municipio L’affidamento è andato ad Animalcoop; il Comune chiederà conto a Perinaldo

CASTELNOVO SOTTO. Una variante sull’affidamento del servizio custodia degli animali già pari a 6.450 euro circa, Iva inclusa, per i quattro dei dogo argentini che una confisca avvenuta in Liguria (non si sa come) ha fatto finire in un canile privato di Castelnovo Sotto – il Rifugio Madonna delle Guadalupe – è stata prevista dal Comune di Castelnovo Sotto. Alla fine, l’amministrazione comunale si fa facendo carico degli animali (12 in tutto) che il Comune ligure di Perinaldo forte di una sentenza che sembra sollevarlo non ritiene siano di sua competenza.

Già ne mesi scorsi, il Comune di Castelnovo Sotto aveva improntato una gara per l’affidamento degli animali – che hanno un passato di maltrattamenti – che nei mesi scorsi erano finiti al centro delle polemiche dopo le rimostranze social del veterinario, e direttore sanitario del canile privato, che accusavano il Comune di non provvedere al mantenimento e alla cura degli animali: ne aveva anche lasciato uno legato alla ringhiera davanti all’ufficio del sindaco. Gesto che gli era valso anche una denuncia.


La gara ha stabilito che continuerà ad accuparsi di loro Animalcoop, ovvero il Rifugio Madonna delle Guadalupe, eil Comune di Castelnovo Sotto pagherà. «Poi cercheremo di rivalerci sul Comune di Perinaldo – ribadisce il sindaco, Francesco Monica – Ma per tutto il pregresso, invece noi non c’entriamo». E sono quegli oltre 20mila euro che il Rifugio dichiarava di aver speso per la cura di quegli animali ma che nessuno ha mai sostenuto. Di quattro dei 12 dogo, si è occupata in questi ultimi mesi il canile convenzionato con il Comune di Castelnovo Sotto, “La quiete”, che oltre a farsi carico per un periodo di quelli lasciati in municipio da Catellani ne ha ospitati altri due che erano nella necessità di essere curati. Tutti però ora sono di compentenza del rifugio privato.

Sullo sfondo resta la diatriba con il Comune di Perinaldo e una sentenza che ha creato un pericoloso precedente stabilendo che cani confiscati non sono più di competenza del Comune in cui il sequestro è avvenuta, ma il Comune in cui si trovano quando la confisca è diventata definitiva. Come in questo caso. E un Comune che ospita due canili privati, come ad esempio è quello di Castelnovo Sotto, rischia di trovarsi in una situazione davvero scomoda.

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