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Covid a Novellara, «la casa di riposo non mi ha informato della positività di mia nonna Carmen»

Sotto accusa la mancata comunicazione ai parenti da parte della residenza Millefiori. Il nipote: «L’ho appreso da Facebook» 

NOVELLARA. La 92enne Carmela Carretti da due anni è ospite della casa di riposo Millefiori, azienda speciale interamente partecipata dal Comune di Novellara, da giorni interessata da un focolaio di Covid-19 che ha infettato ospiti e dipendenti. Anche Carmela Carretti è risultata positiva al tampone.

Nicola Rossini, 42 anni, nipote dell’anziana, denuncia ora i gravi ritardi da parte dell’amministrazione della casa di riposo nel comunicare ai parenti l’emergenza in corso, parlando di un vero e proprio «velo di omertà», perlopiù squarciato da notizie diffuse via media e social prima di essere comunicate ai familiari. E annuncia azioni legali: «Ci tengo a precisare – afferma Rossini – che non parlo di responsabilità delle infermiere e delle operatrici, pure loro vittime del focolaio, ma io e altri parenti siamo sconcertati dall’operato della dirigenza dei Millefiori e del Comune, incapaci di articolare un piano di comunicazione. Una comunicazione che doveva arrivare prima di tutto ai familiari degli ospiti e che, invece, è stata affidata ad annunci sui social e comunicati stampa, per cui noi parenti abbiamo saputo tante cose guardando i telegiornali locali o andando su facebook».

«Seguo regolarmente mia nonna – prosegue Rossini – ci tengo molto, quando si poteva andavo a trovarla tutti i giorni alla casa di riposo. Assieme a mia madre e a mia figlia, nonna Carmela è la persona più importante della mia vita, al punto che ho tatuato i loro volti sul mio corpo. Chissà da quanto andava avanti questa emergenza senza che ci venisse detto nulla. Già martedì mi ero insospettito, perché è il giorno in cui i parenti possono fare le videochiamate sostitutive delle visite in persona, vietate dalle disposizioni anticoronavirus. Di solito le operatrici socio-sanitarie rispondono con molta gentilezza e sensibilità, ma martedì non mi hanno né risposto, né richiamato, come succede di solito».

«Con molta angoscia – continua il racconto – anche mercoledì mattina cerco di mettermi in contatto con la struttura, senza ottenere risposte. Alle 13 mi arriva un vero e proprio colpo al cuore: un messaggio sms dell’Asl in cui mi si notifica che al mio numero di cellulare verrà comunicato l’esito del tampone effettuato su mia nonna. La mia già intensa preoccupazione diventa ansia e rabbia, non capisco cosa stia succedendo, penso addirittura sia uno sbaglio dell’Asl, ma non lo è. Chiamo di nuovo i Millefiori e un’operatrice mi dice “sembra ci sia un caso di Covid-19, poi vi faremo sapere”.

«Passo tutto il giorno in uno stato di agonia, senza sapere nulla da nessuno – racconta Rossini – poi alla sera arriva un messaggio su facebook in cui il sindaco Elena Carletti annuncia la positività di 12 ospiti, dichiarando che “verranno tenuti informati i parenti”. Mercoledì sera mi chiama la coordinatrice della casa di riposo Alessandra Terrestre informandomi che “hanno deciso di iniziare a fare le comunicazioni ai parenti” e mi ha spiegato che c’era un solo caso di positività, quando il sindaco aveva già annunciato che ce n’erano 12».

E siamo a giovedì: «Giovedì vengono effettuati ulteriori tamponi a ospiti e personale, tra cui mia nonna, presumo. Venerdì all’ora di pranzo vengo a sapere dai telegiornali delle Tv locali che sono positivi 50 ospiti su 52. Un altro momento atroce, un vero e proprio colpo al cuore: immaginavo che ci fosse anche mia nonna, ma ancora non lo sapevo perché dal sindaco e dai Millefiori non mi era stato detto nulla. Solo nel pomeriggio mi chiama la responsabile dei servizi sociali di Novellara, dandomi la conferma della positività di nonna Carmela. Arrabbiato per questo stato di cose, vado dai carabinieri di Novellara che raccolgono la mia testimonianza. Più tardi mi telefona il comandante Pasqualino Lufrano dicendomi di aver parlato con la direttrice dei Millefiori, Elisa Paterlini, che dopo la conversazione intercorsa coi carabinieri aveva promesso di chiamarmi e di farmi parlare con la nonna in videochiamata, ma non ho mai ricevuto nessuna telefonata. Un altro aspetto incredibile – prosegue Rossini – è che il presidente di Millefiori, Dario Folloni, ha affermato che continuavano le videochiamate coi parenti, ma non è assolutamente vero, da martedì è tutto interrotto».

L’ultimo atto si consuma alle 12.30 di ieri (sabato, ndr): «Mi chiama un operatore socio-sanitario dei Millefiori, dicendomi che mia nonna, pur essendo positiva al Covid-19, sta bene, è nella sua camera, non ha la febbre, per il momento è asintomatica» conclude il racconto Rossini che aggiunge: «Mi muoverò a livello legale non per chiedere danni ma per denunciare l’omertà di cui sono stato vittima. C’è stata una vera e propria latitanza di informazioni nonostante si presume che già da martedì, forse prima, i Millefiori fossero già impegnati a gestire l’emergenza. È inaccettabile dover chiamare per essere informati sullo stato di salute dei propri cari, spesso senza ricevere risposte, così come non è giusto ricevere aggiornamenti solo dai media».