«L’aula-bunker resti È simbolo antimafia adeguato per i maxi processi in arrivo»

Agende Rosse contro lo smantellamento ormai imminente Beretti: «Al suo posto le tre aule collegate audio-video»  

reggio emilia

Il tormentato destino dell’aula-bunker, sorta in soli 25 giorni nel cortile del nostro tribunale nel 2016 per il maxiprocesso Aemilia (vi si tennero poi due anni e mezzo di udienze) e da allora indiscutibile simbolo della lotta alla ’ndrangheta al Nord.


Nell’ultimo mese il prefabbricato – agibile per 400 posti, di proprietà comunale – è stato utilizzato per due “tappe” dell’affollata udienza preliminare di “Angeli e demoni” (sugli affidi) e questa mattina aprirà le porte ad un’altra udienza preliminare imponente come Octopus (fatture false). Un utilizzo che ha portato le Agende Rosse ad una riflessione che accomuna l’associazione di Reggio Emilia a quella di Modena. Chiedono che la struttura non venga smantellata: «Sottolineiamo la fondamentale importanza – scrivono – di avere uno spazio così ampio e ben organizzato per ospitare procedimenti giudiziari di una certa entità e non solo per il numero di persone imputate e per le figure professionali che necessariamente prendono parte ai processi, ma anche per dare la possibilità alla comunità ed alle associazioni di poter seguire dal vivo ed in sicurezza lo svolgimento processuale. Presto inizieranno le udienze di procedimenti con un elevato numero di imputati come Grimilde, Octopus e Billions, che sono processi legati a doppio filo al pre e post Aemilia. Pertanto, crediamo che lo smantellamento dell'aula-bunker venga anche recepito come un segnale di “sazietà” della giustizia, quasi a voler dire che a Reggio Emilia non avremo più processi con un numero così elevato di imputati, soddisfatti di aver smantellato nei vertici una cosca di ’ndrangheta di serie A. Invece no, e l'operazione Grimilde lo sta a dimostrare. Allora noi non vogliamo voltare pagina – concludono le Agende Rosse – ma chiediamo che sia garantita la possibilità di continuare nel percorso già' tracciato dal 2015 in avanti con Aemilia che è un percorso fatto di partecipazione e conoscenza, ed è lì che ci giochiamo il futuro». Che lo smantellamento sia ormai dietro l’angolo lo conferma Nicola Tria, assessore alla Legalità e ai Lavori pubblici: «Da tempo siamo stati sollecitati in tal senso dall’autorità giudiziaria, i lavori risultano appaltati (per complessivi 230mila euro, ndr), quindi l’intervento è imminente». A sua volta Cristina Beretti – presidente del tribunale – spiega come si è arrivati a questa decisione: «L’aula-bunker è nata come struttura provvisoria deputata al maxiprocesso e ora c’è la necessità di riutilizzare il cortile per una maggiore fruibilità del palazzo di giustizia. Ma con le risorse ministeriali messe a disposizione sono già in corso i lavori per mettere in collegamento audio-video l’assise e le due aule vicine, in modo da poter ospitare procedimenti dai numeri rilevanti che possono così essere seguiti in sicurezza dal pubblico». —